2 novembre 2011

Alla bandiera rossa [Pier Paolo Pasolini]

 
  
Il 2 novembre del 1975 fu ucciso Pier Paolo Pasolini. Ho già scritto di lui alcune volte in questo blog perché ogni volta che leggo qualcosa di suo mi sembra talmente attuale che non capisco come possa essere quasi ignorato nelle scuole. Io l'ho conosciuto per caso, perché cercavo un autore di italiano che parlasse di società di massa e omologazione, argomenti della mia tesina della maturità. Cercando tra i libri e internet ho trovato lui, che era stato ignorato dal programma della mia prof. Così ho comprato il mio primo (e per ora ultimo) libro di poesie: "La religione del mio tempo", pubblicato nel 1961.
Quella stessa estate alla pesca di una piccola festa di paese ho vinto un vecchio libro usato, con le pagine ingiallite e la copertina piena di pieghe. C'era anche una firma illeggibile sulla prima pagina. Quel libro era "Scritti corsari", che ho lentamente letto subito dopo.
Leggendo Pasolini, pian piano, tra discorsi complessi che a volte non capisco, mi accorgo che chi dice che in fondo è stato un incompreso profeta ha ragione. Quarant'anni fa era già così lucido da capire quello che sarebbe successo nel tempo. Quando nei suoi scritti parla della DC ho l'impressione che potrebbero benissimo essere cose dette oggi riferite ai partiti attuali, che di diverso da quella DC sembrano avere soltanto i simboli. Gli articoli in cui parla della televisione di massa sembrano essere stati scritti proprio adesso. Invece Pasolini è stato ucciso quasi quarant'anni fa.
Io non lo conosco bene, però sono straconvinta che valga assolutamente la pena conoscerlo di più. Sono fermamente convinta che dovrebbe essere insegnato, anche se il programma è lungo e non c'è tempo.
Pasolini merita di essere insegnato per bene a scuola, perché non può non essere per niente conosciuto o conosciuto per caso, come è successo a me.

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