8 febbraio 2012

30 giorni di libri #1

Ho odiato feisbuc dal primo momento in cui è apparso nella mia vita. Da quando ero a scuola e la sua moda non era ancora così dilagata, da quando all'improvviso, di punto in bianco, tutti hanno cominciato a fotografare tutto e tutti durante le ricreazioni, nelle pose più strane, con le bocche storte verso l'obiettivo e lo sguardo divertito o malizioso, ognuno feisbuc lo usa per quello che vuole in fondo.
No. Io che odio da sempre essere fotografata non potevo assolutamente finire su feisbuc e dare in pasto a tutti i miei passatempi, i miei sabati, le mie domeniche, i miei pensieri. Le cose mie insomma, che in quanto mie non possono, secondo me, diventare di dominio pubblico così...con un clic. Vuoi sapere che faccio domani? Vuoi sapere che musica mi piace? Vuoi sapere se guardo il grande fratello o no? Benissimo, quando mi incontri me lo chiedi. Me lo chiedi guardandomi negli occhi per favore. Se devo spettegolare preferisco farlo con la mia amica seduta sul divano con un thè o una cioccolata calda in mano, preferisco ridere insieme a lei, piuttosto che inserire uno smail da qualche parte.

Tutto questo giro di parole per dire che io non sono per niente una feisbucchiana, in questi giorni però ho visto rimbalzare da un blog all'altro un'iniziativa di feisbuc, iniziativa che mi piace e che quindi faccio rimbalzare anch'io tra i miei scarabocchi.
L'iniziativa si chiama 30 giorni di libri e consisterebbe nel rispondere ogni giorno a una domanda libresca, ovviamente io non avrò mai la costanza per rispondere giornalmente così ho deciso di spezzare le 30 domande in tre gruppi da dieci ciascuno, altrimenti potrei dare vita a un post di proporzioni cosmiche, come a volte succede d'altra parte.
Fatta la premessa, posso pure cominciare.

1) Il tuo libro preferito. 

Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini, autore anche de Il cacciatore di aquiloni. In realtà ci sono tanti tanti libri che mi sono piaciuti tanto, come Uno, nessuno e centomila, Venuto al mondo, letto l'anno scorso tutto d'un fiato, Se questo è un uomo, così vero e così forte che a volte non riuscivo a continuare a leggere.

Credo però che quella di Mille splendidi soli è la storia che più di tutte mi è rimasta dentro. La storia di due
 donne, Mariam e Leila, di età diverse, di famiglie diverse, di caratteri diversi, donne che il caso farà ritrovare sotto lo stesso tetto, mogli dello stesso uomo, il violento Rashid. È una storia forte, dura, di violenza e amore, di morte e rinascita. È una storia di donne, di donne sfortunate, sottomesse alla volontà degli uomini.
Ricopio due frasi del libro che mi sono appuntata nel mio quadernino.

"Che senso ha dare un'istruzione a una ragazza come te? Sarebbe come lustrare una sputacchiera. E poi, in quelle scuole non imparerai niente di utile. C'è una sola abilità che serve a donne come te e come me e di certo non te la insegnano a scuola...una sola abilità: la sopportazione."

Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. "A ricordo di come soffrono le donne come noi- aveva detto- di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso."


2) La tua citazione preferita 
Una citazione di Pier Paolo Pasolini che mi ha colpito da quando l'ho letta sul retro delle sue Lettere luterane, una frase che parla di noi giovani, scritta decenni e decenni fa, eppure ancora così attuale. Pasolini ha questo potere, secondo me, ha capito prima di altri quello che sarebbe successo e te ne accorgi leggendo i suoi scritti, i suoi articoli di giornale. Se non ti accorgessi della data di pubblicazione potrebbero benissimo sembrare pensieri scritti proprio oggi. 

Ad esempio questa citazione che da qualche mese tengo stampata nella mente non potrebbe essere stata scritta da uno di noi, proprio oggi?

Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.


3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto. 
Domanda da un milione di dollari. Non lo so. Adesso mi vengono in mente i personaggi degli ultimi libri che ho letto, personaggi che sono cambiati e cresciuti nel corso della storia, personaggi che hanno scoperto di amarsi, che hanno scoperto di avere in sé una certa forza insospettabile. Personaggi femminili soprattutto. Essendo donna forse riesco ad immedesimarmi di più. Tanto per fare qualche nome, che tra un paio di giorni sarebbe di sicuro diverso, cito Victoria protagonista de Il linguaggio segreto dei fiori (di cui ho parlato qui), Maya de Il quaderno di Maya (di cui ho parlato qui) e Vita dell'omonimo romanzo di Melania G.Mazzucco, romanzo che ho letto qualche anno fa durante le vacanze estive e che mi ha fatto davvero emozionare. Descrive la condizione degli emigranti italiani in America, all'inizio del Novecento, attraverso gli occhi e le esperienze di due bambini che diventano adulti: Vita e Diamante.


4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto. 
Un classico di un autore italiano morto il giorno in cui io sono nata, Alberto Moravia. Non posso farci niente, Gli indifferenti li ho odiati con tutta me stessa. Può darsi che l'odio sia scaturito dal fatto che fosse una lettura obbligatoria di scuola, ma non credo, perché anche Pirandello era da leggere per compito e mi è piaciuto subito. Il romanzo di Moravia non mi è piaciuto perché era composto da centinaia e centinaia di pagine che raccontavano le vicende di una famiglia borghese senza capo né coda, vicende che accadevano tutte nel corso di pochi giorni. Una narrazione a dir poco lentissima. Si, forse ciò che ha ucciso la mia attenzione e il mio interesse è stato soprattutto il ritmo. 


5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto. 

Credo Venuto al mondo, di Margaret Mazzantini, che non è poi così lungo, poi comunque mi è sembrato bellissimo, quindi l'ho divorato subito. Purtroppo quando vedo un cumulo di pagine mi faccio prendere dallo sconforto, dal timore che chissà se riuscirò mai a finirle di leggerle tutte. Ad esempio Il secolo breve di Hobsbawn è lì, sulla mensola della libreria, da un bel po' di tempo. Lo ricomincio ogni volta, poi a un certo punto sento che ho bisogno di un romanzo, lo metto da parte e ce lo lascio per mesi e mesi, così quando lo riprendo la storia ricomincia dall'inizio. L'eterno ritorno dell'uguale. Ah, però sulla prima guerra mondiale sono ferratissima! Sono curiosa di vedere che cosa succederà con l'Anna Karenina che ho preso con "L'espresso" un po' di settimane fa.

6) Il libro più corto che tu abbia mai letto. 

Io e te, di Niccolò Ammaniti, credo. Non mi è piaciuto, più che altro non mi ha colpito per niente, quindi tempo un anno e l'avrò dimenticato.
Adesso che ci penso, forse è più breve L'amico ritrovato di Uhlman. Si, quello mi è piaciuto, visto il tema è impossibile rimanere indifferenti.
  



7) Il libro che ti descrive. 

Come ha scritto Carlos Ruiz  Zafon ne "L'ombra del vento" (che non ho letto) i libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro. Io credo che quando un libro mi piace è anche perché ritrovo tra le sue pagine delle bricioline di me, della me che sono stata, che sono, che sarò, in un caso addirittura ho trovato delle tracce della me che sarei stata se avessi preso una decisione piuttosto che un'altra. Quando ho letto La solitudine dei numeri primi ho pensato istintivamente che se avessi studiato matematica all'università sarei diventata un'asociale cronica, come Mattia. Che agonia! C'è qualcosa della me che ero a quattordici anni nella timidezza e nella paura della Margherita di Cose che nessuno sa, c'è qualcosa della me di adesso nella curiosità e nella voglia di ricominciare di Maya de Il quaderno di Maya e di Victoria de Il linguaggio segreto dei fiori. C'è qualcosa di me nei pregiudizi e nell'orgoglio dell'Elizabeth Bennet che mi sta tenendo compagnia in queste fredde giornate nevose. C'è qualcosa di me nella Gemma di Venuto al mondo, perché anch'io, come lei, mi sarei follemente innamorata di un tipo artistico e passionale come Diego. Ah, dimenticavo! C'è qualcosa di me, ovviamente, anche nell'imbranataggine di Bridget Jones e nel suo essere un po' cicciottella, come tutte le persone normali.
  



8) Un libro che consiglieresti.
 1984 di George Orwell, il libro del Big Brother. Credo che dovremmo leggerlo proprio tutti. 




9) Un libro che ti ha fatto crescere. 

Anche in questo caso non saprei. Credo che mi abbiano fatto crescere "mentalmente" 1984 di Orwell, Fahrenheit 451 di Bradbury e anche gli Scritti corsari di Pasolini.
  


10) Un libro del tuo autore preferito. 

Al momento non ho un autore preferito.
 Dal fatto che entrambi i libri che ha scritto mi sono piaciuti tantissimo dovrei dedurre che il mio preferito è Khaled Hosseini, in realtà mi piace tanto anche Pirandello. Della Mazzantini ho letto solo un libro, ma ha fatto centro come pochi altri. Al momento devo ancora trovarlo il mio scrittore preferito, perché devo, anzi voglio, leggere un sacco di libri per capire meglio.





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