10 febbraio 2012

30 giorni di libri #2



11) Un libro che prima amavi e che ora odi. 
Se un libro mi è piaciuto in un dato momento della mia vita poi non posso rinnegarlo così, all'improvviso, solo perché sono cambiati i miei gusti o sono cambiata io, solo perché sono cresciuta. Se leggessi adesso Tre metri sopra il cielo forse storcerei il naso, ma quando l'ho letto a 14 anni mi è piaciuto tanto, come a quasi tutte le quattordicenni di quel momento, mi innamorerei di nuovo della descrizione di Step, per non parlare poi di Scamarcio. Di lui sono ancora innamorata, ebbene si. 


12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere. 
Non mi piace rileggere i libri, ma visto che mi è piaciuto tanto credo che non sarebbe un problema rileggere Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini.


13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. 

Cime tempestose, è sulla scrivania perché non l'ho ancora messo a posto. L'ho appena preso con "L'espresso". 

14) Il libro che stai leggendo in questo periodo. 
Ieri sera ho finito di leggere Orgoglio e pregiudizio, superclassico di cui avevo solo studiato la trama in inglese a scuola. Si, avrei dovuto anche leggere qualche brano, sempre in inglese certo, ma non posso proprio giurare di averlo fatto. Adesso non so se iniziare Strega d'aprile di Majgull Axelsson oppure Ave Mary di Michela Murgia.



15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi. 
-Suo padre è morto nei debiti, - disse; - l'intera proprietà è ipotecata, e l'unica speranza per l'erede naturale è dargli la possibilità di suscitare un qualche interesse nel cuore del creditore, così che questi si senta propenso a essere clemente con lui.
Da Cime tempestose, Emily Bronte.


16) La tua copertina preferita.
Le copertine che mi hanno particolarmente colpito sono due, quella de La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordana, e quella di Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia. Quest'ultima è stata piuttosto "terrificante", mi incuteva un po' timore, talmente tanto che ho impiegato un bel po' di tempo prima di decidermi ad acquistare il libro.
 


17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno. 
Influenzata dal fatto che ho finito di leggere le sue avventure amorose da poche ore, credo che al momento vorrei prendere il posto di Elizabeth Bennet, mentre cammina nel parco insieme a Mr.Darcy, consapevole di essere ormai un bel po' innamorata di lui e dei suoi modi di fare superbi solo in apparenza, felice perché non dubita più nemmeno dell'amore di lui, un amore forte e vero che sa scavalcare le differenze sociali, i soldi e i gradi di parentela.


18) Il primo libro che hai letto. 
Cipì di Mario Lodi è stato il primo libro che ho letto tutta da sola, me lo ricordo.

19) Un libro il cui film ti ha deluso. 

Il cacciatore di aquiloni. Il libro era troppo bello, sapevo che era impossibile che un film riuscisse a mettere sullo schermo la stessa bellezza e la stessa emozione di quelle parole così toccanti. In realtà i film mi sembrano sempre che abbiano qualcosa in meno dei libri, posso fare solo un esempio di un film che, al contrario, mi ha colpito più del libro da cui era tratto: Il bambino con il pigiama a righe.



20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse. 
Ricopio la risposta data alla domanda numero sette. 
Come ha scritto Carlos Ruiz  Zafon ne "L'ombra del vento" (che non ho letto) i libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro. Io credo che quando un libro mi piace è anche perché ritrovo tra le sue pagine delle bricioline di me, della me che sono stata, che sono, che sarò, in un caso addirittura ho trovato delle tracce della me che sarei stata se avessi preso una decisione piuttosto che un'altra. Quando ho letto La solitudine dei numeri primi ho pensato istintivamente che se avessi studiato matematica all'università sarei diventata un'asociale cronica, come Mattia. Che agonia! C'è qualcosa della me che ero a quattordici anni nella timidezza e nella paura della Margherita di Cose che nessuno sa, c'è qualcosa della me di adesso nella curiosità e nella voglia di ricominciare di Maya de Il quaderno di Maya e di Victoria de Il linguaggio segreto dei fiori. C'è qualcosa di me nei pregiudizi e nell'orgoglio dell'Elizabeth Bennet che mi sta tenendo compagnia in queste fredde giornate nevose. C'è qualcosa di me nella Gemma di Venuto al mondo, perché anch'io, come lei, mi sarei follemente innamorata di un tipo artistico e passionale come Diego. Ah, dimenticavo! C'è qualcosa di me, ovviamente, anche nell'imbranataggine di Bridget Jones e nel suo essere un po' cicciottella, come tutte le persone normali.


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