11 febbraio 2012

30 giorni di libri #3

la prima puntata 30 giorni di libri #1

21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.
Una certa ambiguità di Suri Gaurav e Singh Bal Hartosh, un libro che mi ha prestato in quinta liceo il professore che nei quattro anni precedenti mi aveva insegnato la matematica, facendomela piacere davvero tanto. Una di quelle persone che anche se non le vedi più, dentro ti restano per sempre.
Il libro ha per protagonista un giovane ragazzo indiano, Ravi, che lascia la sua terra per andare all'università di Stanford, dove studia, senza troppa convinzione, Economia. Il caso lo porta a frequentare un corso di matematica sul concetto dell'infinito, corso tenuto dal trascinante Nico che sa risvegliare in Ravi un'antica passione sepolta, quella per la matematica. Durante quel corso Nico scopre che suo nonno, famoso matematico, è stato in prigione con l'accusa di blasfemia. Ravi non conosce questo passato, così inizia ad indagare, fin quando giungono nelle sue mani i verbali degli interrogatori, che mostrano come il nonno di Ravi fosse stato accusato di aver messo in dubbio le verità della religione cristiana con la sua matematica euclidea fatta di assiomi che, prima dell'avvento delle geometrie non euclidee, sembravano veri e certi in assoluto. Il nonno di Ravi vive all'inizio del Novecento, quando tutte le certezze cadono in frantumi, comprese quelle matematiche, che vengono messe in crisi dalla nascita e dallo sviluppo delle geometrie non euclidee, protagoniste anch'esse del libro. Il nonno, da matematico, vive con confusione questa crisi, mentre suo nipote Ravi vive ormai in un'epoca che non pretende più verità assolute, consapevole che in ogni cosa, anche la più certa, esiste sempre "una certa ambiguità".

«Cos’altro ti piace, a parte il jazz?» mi chiese. La verità era che non mi piaceva niente in particolare. «Una volta amavo la matematica» fu la risposta che invece mi uscì di bocca. «Una volta?» domandò Nico.

Lo chiese con tanta delicatezza e curiosità benevola che non potei evitare di dirgli la verità. «Mio nonno sapeva rendere la matematica divertente e appassionante. Non ho mai più trovato nessun altro capace di entusiasmarmi come faceva lui».
Nico sorrise. «Questa è una sfida!» Scoppiò in una risata.


22) Un libro che hai letto da piccola. 
Piccole donne della Alcott. L'avevo comprato in una piccola libreria appena aperta e che, aperta, c'era restata poco. Avevo fatto in tempo solo a prendere un libro che spiegava come modellare la pasta di sale, Pinocchio e Piccole donne, appunto. La mia sorella preferita era nettamente Jo e lo posso dire con cognizione di causa perché, oltre ad aver letto il libro, ho visto il cartone animato e anche il film.
  

23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita. 

L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, ne avevo sentito parlare in toni abbastanza entusiasti, ma io sinceramente non l'ho amato. Anzi, mi è sembrato un bel po' noioso, anche se non brutto. No, non è che non mi è piaciuto, però non mi ha nemmeno colpito dritto al cuore.


24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo. 
Tutti i libri che mi piacciono mi fanno in qualche modo fuggire dal mondo, forse proprio tutti i libri in generale, perché quando sei lì che leggi, se vuoi capire qualcosa, non puoi pensare al vestito da mettere sabato o a che cosa preparare per cena. Devi staccare la spina e mettere a fuoco i personaggi e le loro storie. Le loro emozioni, che poi, forse, diventano anche le tue.

25) Un libro che hai scoperto da poco. 
In libreria il mese scorso ho scoperto un libro che, per quanto ho detto sopra, non vedo l'ora di leggere: Le lettere segrete di Jo di Gabrielle Donnelly. Da quanto ho capito il libro parla delle nipoti di Jo March che trovano per caso le sue lettere dimenticate o mai scovate da nessuno. Ecco, ho deciso che quel libro io lo voglio. 



26) Un libro che conosci da sempre. 

Le avventure di Pinocchio di Collodi, ovviamente. Me lo leggevano da piccola, l'ho letto io da sola quando ho imparato a farlo, mi piaceva talmente tanto che un giorno mi hanno portato anche a Collodi, a visitare il parco dedicato al burattino. Mi ricordo ancora quella balena di pietra gigante, ma quanto era spaventosa! Non volevo nemmeno farci la foto! Da quella gita ho portato a casa una bellissima penna blu con un Pinocchio, ce l'ho ancora anche se non scrive più. In prima media Pinocchio era il nostro libro di narrativa, la professoressa invece che farci rispondere alle domande ce lo faceva disegnare a fumetti, alla fine è uscita fuori anche una cosa carina e originale. Quello stesso anno l'abbiamo recitato a scuola, io, vergognandomi come una ladra, facevo la fata turchina.
Il cartone Disney non mi pare di averlo visto, però ho visto il film quello con Manfredi, bellissimo, quello di Benigni, che non mi è piaciuto, e anche quello con la Litizzetto grillo parlante, ma non me lo ricordo.
 
27) Un libro che vorresti aver scritto. 
Vorrei aver scritto Venuto al mondo.


28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli. 

Gli farò leggere tutte le favole possibili e immaginabili, per quanto riguarda i libri i primi che mi vengono in mente sono Il piccolo principe di Saint-Exupéry e Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Sepùlveda.
 


29) Un libro che devi ancora leggere. 
Uno solo? A parte tanti classici che voglio leggere perché se son classici un motivo ci sarà, ci sono tutti gli altri, quelli di cui leggo pareri positivi negli altri blog, quelli che quando vado in libreria mi finiscono in mano senza un vero perché, quelli che mi incuriosiscono e basta. No, non so sceglierne uno, la mia lista di libri che vorrei leggere è troppo lunga.

30) Un libro che ti ha commosso.  
Di nuovo...uno solo? Mi hanno commosso Mille splendidi soli, Il cacciatore di aquiloni, su Se questo è un uomo mi ero anche bloccata. Non posso elencarli tutti, io, ormai si sa, leggo quasi esclusivamente libri tragici che mi fanno piagnucolare, o semplicemente emozionare, quasi sempre.

E così è finita questa maratona di domande libresche. Si, lo so che sarebbero dovute durare 30 giorni, ma son dettagli!


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