4 febbraio 2012

Il diario di Bridget Jones, Helen Fielding

Inizio con p.s., un p.s. al contrario, prima di tutto il resto.
Qui continua nevicare. Mi sembra un sogno. Ho tante tante foto, alcune ve le farò vedere, appena ho un attimo di tempo le pubblicherò.
Nel p.s. iniziale in realtà volevo scusarmi perché in questi giorni non commento tanto i vostri post, però li leggo, giuro! Comunque mi autogiustifico da sola: una neve che supera le ginocchia mi sembra un'ottima motivazione per stare fuori e spegnere il computer!
Bacioni nevosi a tutti!

La prima volta che ho visto il film "Il diario di Bridget Jones" avrò avuto 11 anni, forse 12, magari 13, non saprei. L'immedesimazione comunque è stata immediata. Da grande mi immaginavo un po' come lei, una svalvolata, un po' fumata, sottile e intelligente in fondo, ovviamente con un certa quantità di ciccia in più, che non mi è mancata mai, nemmeno a 11 anni. E poi c'era quel Mark Darcy che inevitabilmente avrebbe battuto duemila a zero Daniel Cleaver, si capisce subito, dalla prima scena di lui col maglione con la renna. 
Troppo bello Colin Firth! 

Comunque...quando sono andata in libreria prima di Natale per prendere qualche regalo, avevo speso tipo 23 euro per tre libri. Fierissima mi stavo accingendo a pagare quando la libraia, che ormai conosce la mia debolezza, sorridendo mi ha "gentilmente" consigliato di arrivare a 30 euro per conquistare un buono da 5 spendibile a gennaio. Un buono da cinque euro? Bellissimo! Ovviamente non ho considerato il fatto che per ottenerlo avrei dovuto spenderne minimo sette, di euro. Si era anche fatta una certa ora, erano secoli che vagabondavo tra gli scaffali della libreria, non avevo tutto il tempo che avrei voluto per scegliere bene. Anzi, non avevo proprio tempo, così ho preso in fretta "Il diario di Bridget Jones", di Helen Fielding. Un libro diverso rispetto alle solite "tragedie" che leggo. 

Spesso l'ho letto prima di dormire e, devo dire, ho notato dei progressi nel mio mondo dei sogni. Una mattina mi sono svegliata col sorriso sulle labbra solo perché avevo sognato che stavo a chiacchierare, facendo un po' la scema, con uno niente male. Tutta colpa di Bridget, sono sicura!
Morale della favola: ogni tanto posso pure buttarmi tra pagine non drammatiche. Magari mi fa bene.

Bridget Jones, per chi non la conoscesse, è una trentenne inglese, donna in carriera, perennemente a dieta senza alcun risultato. Dimenticavo una caratteristica fondamentale: è single. Tutte le pagine del suo diario ruotano intorno a questo suo "piccolo" problema amoroso.

Non mi piace leggere un libro dopo che ho visto il film che ne hanno tratto, perché mi toglie immaginazione. So già come andrà a finire e poi non uso la fantasia per indovinare le facce dei personaggi. Quando Bridget descrive l'insopportabile Mark Darcy non posso non farmi venire in mente il bellissimo, tenebroso, Colin Firth. Non posso. E non posso non tifare per lui, perché, avendo già visto il film so che in fondo non è poi così insopportabile.
Come dimenticare quella scena in cui Mark Darcy si dichiara a Bridget? Ho trovato il dialogo dei due su wikipedia.
Mark: Non penso affatto che tu sia un'idiota. Oddio, è vero che c'è qualche cosa di ridicolo in te, nei tuoi modi. Tua madre è piuttosto imbarazzante. E devo ammettere che sei veramente pessima quando ti capita di parlare in pubblico, e tutto quello che ti passa per la testa lo fai uscire dalla bocca senza tener conto delle conseguenze. Certo mi rendo conto che quando ti ho conosciuta al buffet di tacchino al curry di Capodanno sono stato imperdonabilmente scortese: avevo addosso quel maglione con la renna sopra... che mi aveva regalato mia madre il giorno prima. Ma il punto è... quello che cerco di dirti... in modo molto confuso... è che, in effetti, probabilmente, malgrado le apparenze... tu mi piaci. Da morire.
Bridget: Ah! A parte il fatto che fumo, che bevo, che ho una madre volgare e... soffro di diarrea verbale...
Mark: No, tu mi piaci da morire Bridget, così come sei.


Quel "mi piaci così come sei" mi ha fatta sciogliere alla prima visione. Si.
Esattamente come la scena finale, quando Mark, mentre lei è intenta a farsi bella, sfoglia per caso il suo diario leggendo le brutte impressioni che aveva suscitato in lei nel corso di quell'anno. Quando Bridget esce dalla camera in mutande lui non c'è più, lei immagina che se ne sia andato dopo aver letto le pessime cose che ha scritto (ma si sa che i diari sono pieni di stronzate), così, senza pensarci due volte esce di casa in mutande mentre fuori nevica. Segue un bellissimo bacio, così romantico...alzi la mano chi non vorrebbe essere tra le braccia di quel bravo ragazzo che non bacia come i bravi ragazzi.

Leggere il libro è stato carino, ma niente di eccezionale, anche perché la parte più romantica del film, quella finale, non c'era. Uffa.

A parte l'età in effetti penso di avere un bel po' di cose in comune con Bridget: sono single, ho il sederotto e le gambe da calciatore, sono un po' imbranata, canto da sola, ma soprattutto ho sempre un diario.
Spero di avere in comune con lei, un giorno, anche un mio personale Mark Darcy a cui piacere così come sono.
Photobucket
"A parte tutto, come va la tua vita sentimentale?"
Oddio. Perché la gente sposata non riesce a capire che non è più una domanda educata? Noi non correremmo mai da loro a chiedere: "Come va il tuo matrimonio? Fate ancora del sesso?"

Essere una donna è peggio che essere un contadino...è un continuo potare e spruzzare antiparassitari: ci sono le gambe da depilare, le ascelle da rasare, le sopracciglia da strappare, i piedi da strofinare con la pomice, la pelle da esfoliare e idratare, i punti neri da schiacciare, le radici dei capelli da colorare, le ciglia da tingere, le unghie da curare, la cellulite da massaggiare, gli addominali da esercitare.
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