14 febbraio 2012

♥ Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen

Il caso ha voluto che proprio oggi scrivessi dell'ultimo romanzo che ho letto, Orgoglio e pregiudizio appunto. 
Mi dispiace per chi leggerà queste chiacchiere oggi, ma anche qui protagonista assoluto è l'amore. L'amore tra Elizabeth Bennet e Mr.Darcy, un amore con la A maiuscola, che vince contro ogni ostacolo, a dispetto dell'orgoglio di classe di Darcy e dei pregiudizi accumulati nel corso del tempo da Elizabeth detta Lizzy, vivace e frizzante, con pochi peli sulla lingua. Il suo personaggio a me è piaciuto molto, non è così bella, così buona, così perfetta come sua sorella Jane, però è forte, vulcanica per il tempo in cui il romanzo è ambientato.
Jane Austen scrisse l'opera sul finire del XVIII° secolo, con il titolo originale di "First Impressions", solo nel 1813 poi, dopo una revisione, il romanzo viene anonimamente pubblicato col titolo definitivo di "Pride and Prejudice". 
Nelle oltre quattrocento pagine del libro si alternano numerosi personaggi, quasi tutti tra loro imparentati, e l'amore tra Elizabeth e Darcy è solo uno degli amori che nascono tra le righe, amori veri come quello di Jane e Mr.Bingley, amori di convenienza come quello tra Charlotte e il signor Collins, amori scandalosi come quello tra Lydia e Wickham.
A restare nel cuore comunque, almeno nel mio, è solo l'amore protagonista, resta il volto serio e snob di Darcy, restano i sorrisi acidi di Lizzy accecata dalla bellezza e dalla superbia di lui. Restano i loro punzecchiamenti continui, il loro evitarsi, il loro starsi un po' sulle scatole. All'inizio, certo, poi la musica cambia. Lui ci prova con lei, lei lo rifiuta, poi scopre che non è così altezzoso e cattivo e lo rivorrebbe indietro, vorrebbe indietro quella proposta di matrimonio rifiutata, quelle parole cattive che gli ha rivolto senza sapere davvero niente. All'improvviso capisce che lo sposerebbe subito, ma quando lo capisce è troppo tardi, così pensa almeno.
Invece no. "Orgoglio e pregiudizio" termina con un felice finale, che regala amore e denaro alle uniche due sorelle Bennet cui il lettore si affeziona, Jane e Lizzy.

La mia intenzione, una volta letto il libro, era quella di guardare il film che ne hanno tratto nel 2005 o il telefilm in sei puntate di qualche anno prima in cui Darcy è interpretato da Colin Firth. Il problema però è che hanno chiuso Megavideo, quindi visto che sono un'imbranata cronica "Orgoglio e pregiudizio" in italiano non l'ho trovato. Che guaio! Adesso diventerò un'ignorante cinematografica perché non potrò più vedere nessun film quando avrò voglia di vederlo. Almeno fino a quando qualcuno non aprirà un nuovo Megavideo. Capisco che per i film appena usciti al cinema è una bella perdita, però condividere film non più in sala o comunque già usciti in dvd non mi sembra così grave. Alla fine che differenza c'è tra guardare un film su Megavideo o registrarlo dalla tv?
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 Una persona può essere superba senza essere vanitosa. La superbia ha a che vedere principalmente con l'opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità con ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.

- Mi chiedo chi sia stato il primo a scoprire quanto sia efficace la poesia per scacciare l'amore.
- Ero abituato a considerare la poesia come il nutrimento dell'amore, - disse Darcy.
- Di un amore bello, robusto e sano, forse sì. Qualsiasi cosa può nutrire quel che è già forte. Ma se si tratta solo di un sentimento di tipo tenue e leggero, sono certa che basti un sonetto a farlo morire di fame.

- La vostra umiltà, signor Bingley- disse Elizabeth, - disarma ogni critica.
- Non vi è nulla di più ingannevole, - disse Darcy, - della modestia apparente. Spesso si tratta di mancanza di giudizio, a volte di una maniera indiretta di vantarsi.

Nella sua biblioteca (il signor Bennet) era abituato a trovare agio e tranquillità, e sebbene fosse disposto, come aveva confessato a Elizabeth, a scontrarsi con stupidaggine e arroganza in tutte le altre stanze della casa, lì era solito sentirsene sollevato.

- Il mondo è accecato dalla sua ricchezza e dal suo potere, o spaventato dai suoi modi di fare altezzosi e solenni, e lo vede solo come lui vuole essere visto.

- Secondo me lo troverai molto gradevole.
  • Che il cielo me ne guardi! Quella sì che sarebbe la peggiore sciagura possibile! Trovare gradevole un uomo che si è decisi a odiare! Non mi augurare niente di così terribile!

- Siamo entrambi di indole poco socievole e taciturna, riluttanti a parlare, se non quando ci proponiamo di dire qualcosa che farà colpo su tutta la sala, e che sarà tramandata alla posterità con tutto il lustro di un proverbio.

- È un obbligo importante per coloro che non cambiano mai opinione, essere sicuri di giudicare nel modo giusto sin dall'inizio.

- Le mie dita, - disse Elizabeth, - non si muovono su questo strumento con la stessa padronanza di altre donne, non hanno la stessa forza, o rapidità, e non raggiungono la stessa espressività. Ho sempre, però, ritenuto che si trattasse di una mia mancanza, perché non mi applico abbastanza, perché non mi applico abbastanza, non mi esercito. Il che non significa che io non creda che le mie dita non siano altrettanto capaci di quelle di qualsiasi altra donna di una migliore esecuzione.

- Ho agito ignobilmente! - esclamò. - Io, che sono sempre andata orgogliosa del mio discernimento! Io, che ho spesso disprezzato il generoso candore di mia sorella, e gratificato la mia vanità con un'inutile o biasimevole sfiducia. Che scoperta umiliante! Eppure, che umiliazione meritata! Neanche se fossi stata innamorata, sarei potuta essere più meschina e più cieca. Ma la vanità, non l'amore, è stata la mia follia. Contenta della preferenza dell'uno, e offesa dall'indifferenza dell'altro, ho sollecitato, fin dall'inizio della nostra conoscenza, il pregiudizio e l'ignoranza, e ho rifiutato la ragione, nei confronti di tutti e due. Fino a questo momento, non avevo idea di chi fossi.

Mai come adesso aveva tanto onestamente sentito che avrebbe potuto amarlo, mai come adesso che tutto il suo amore era vano.

Si sentiva umiliata, addolorata, pentita, senza sapere bene di cosa. Ora che non poteva più sperare di goderne, divenne gelosa della sua stima. Ora che sembrava che la possibilità di avere notizie di lui fosse minima, voleva tanto averne. Ora che non era più probabile che si sarebbero rincontrati, era certa che con lui sarebbe stata felice.

- Dovete imparare un po' della mia filosofia. Del passato ricordatevi solo quello che vi dà piacere.

- Sono la creatura più felice dell'universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione.

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