3 marzo 2012

Million dollar baby

Ieri sera su Rai Movie c'era Million dollar baby, film del 2004, diretto e interpretato da Clint Eastwood. Ricordo ancora la prima volta che l'ho visto: lo davano in tv, mi sono messa lì davanti pensando che se aveva vinto quattro premi Oscar (miglior film, migliore regia, migliore attrice protagonista e miglior attore non protagonista) doveva per forza essere bello. Ricordo che l'inizio non mi aveva entusiasmato per niente e, dopo tutti quei combattimenti, stavo per cambiare canale. Per fortuna non l'ho fatto. Se per oltre un'ora il film mi aveva lasciata abbastanza indifferente, forse a causa anche del mio odio per la boxe, l'ultima parte mi aveva fatto piangere, ma non in senso metaforico, ho pianto davvero. E piango puntualmente tutte le volte che vedo il film, anche ieri sera. 

Million Dollar Baby.png
Million dollar baby è uno di quei film che guarderei all'infinito. 

Il film inizia con una voce narrante: ho conosciuto solo un uomo contro il quale non avrei mai combattuto. Quando lo conobbi era il più grande cut man dell’ambiente, cominciò come allenatore manager negli anni ’60, ma non perse mai il suo tocco magico.
Quell'uomo contro il quale quella voce non avrebbe mai combattuto è Frankie, un ex pugile, che ora gestisce una palestra insieme a quello che sembra essere l'unico amico che ha, Scrap, interpretato da Morgan Freeman. Frankie è un uomo solo, con una figlia lontana, che non vede da tempo, con la quale ha rotto tutti i rapporti. Ogni giorno le scrive una lettera che lei rimanda indietro senza nemmeno leggerla, ma lui continua. Ogni giorno va in chiesa, il parroco sospetta che lui abbia qualcosa di grave da farsi perdonare, perché solo chi ha da farsi perdonare qualcosa di grave va a messa tutti i giorni. Frankie è un uomo solo, ama leggere Yeats e soprattutto ama la boxe. 
La sua vita cambia quando si affaccia in palestra una ragazza, trentenne, Maggie Fitzgerald, che lavora come cameriera, ma sogna di combattere e di diventare importante. Vuole che sia Frankie ad allenarla, ma lui non ha nessuna intenzione di farlo, perché lui non allena ragazze, perciò la invita a cercare un altro allenatore, ma Maggie ha le idee chiare e, senza pensarci, gli risponde "io non voglio un allenatore, voglio lei". Frankie non ha alcuna intenzione di cambiare opinione e continua ad ignorarla. Scrap invece trova che Maggie sia piena di grinta, con un grande cuore, le manca solo la tecnica, ma a quella potrebbe provvedere Frankie. Maggie è sempre lì, in quell'angolo, a dare pugni scomposti al sacco veloce che ha comprato mettendo da parte i soldi. 
Spinto da Scrap e colpito dalla grinta di Maggie, Frankie decide di allenarla, glielo comunica il giorno del suo compleanno. 
Maggie è entusiasta. Si allena con passione.
Quando Frankie inizia a procurarle degli incontri lei stende tutte al primo round, è così forte che nessun allenatore vuole far combattere la propria pugile con Maggie. Frankie deve arrivare a corrompere gli altri allenatori per procurare degli incontri alla sua Maggie a cui ormai si è affezionato un bel po'. Le ha preso una vestaglia verde con su scritto il soprannome gaelico con cui affettuosamente la chiama, soprannome con cui Maggie viene inneggiata dalla folla che assiste agli incontri, soprannome gaelico di cui non conosce il significato. 
Dopo un anno e mezzo dall'inizio della collaborazione tra Frankie e Maggie lei arriva a combattere per il titolo mondiale dei pesi Welter, contro la campionessa del mondo, un ex prostituta potenziale assassina che combatte senza seguire le regole, molto scorretta. 
Frankie promette a Maggie che, in caso di vittoria, le svelerà il significato del suo soprannome gaelico.
L'incontro ha inizio, Maggie inizialmente è in difficoltà, poi si riprende, quando l'arbitro suona la fine di un round si gira per andare a posto e, in quel momento, l'avversaria la colpisce alle spalle. Maggie è colta di sorpresa, cade e batte la testa sullo sgabello.
La prognosi non lascia speranze: rimarrà paralizzata per sempre, non potrà mai nemmeno respirare autonomamente. 
Frankie è sconvolto quanto lei, si sente in colpa, accusa Scrap di essere stato lui la causa di tutto questo. Maggie è completamente sola, con una famiglia che è attenta solo al risvolto economico della situazione. Frankie è l'unico che le sta vicino. La lava, la pulisce, le legge le poesie. 
I medici sono costretti ad amputarle anche una gamba. Maggie non sopporta più di vivere in quelle condizioni. Chiede a Frankie di porre fine a quella condizione: Non posso vivere così, Frankie. Non dopo quello che ho fatto. Ho girato il mondo. Il pubblico ha inneggiato al mio nome, beh, più che al mio nome al soprannome che mi ha dato lei, però tifavano per me. Sono apparsa sui giornali. Chi avrebbe mai potuto immaginarlo.. Quando sono nata pesavo un chilo e cento scarsi, mio padre diceva sempre che avevo lottato per venire al mondo e che avrei lottato fino alla morte. È quello che voglio fare, ma non voglio lottare contro di lei. Ho avuto quello che volevo. Ho avuto tutto. Non permetta che mi venga portato via. Non mi lasci sdraiata qui finché non sentirò più la voce dei miei tifosi. 
Frankie rifiuta di staccarle la spina, ma lei, sempre pronta a combattere, trova un modo per uccidersi da sola, mordendosi la lingua. I medici riescono a salvarla per un pelo, quando stava per morire dissanguata. Le imbottiscono anche la bocca per evitare che ci possa riprovare. 
Frankie decide di aiutarla a morire, prima di staccarle la spina però le rivela finalmente il significato del suo soprannome: mio tesoro. Le dà un bacio, lei accenna un sorriso, mentre una lacrima le riga il viso. Frankie fa quello che lei gli ha chiesto di fare, poi esce dall'ospedale. 
Non tornerà mai più in palestra.
Il film finisce con la stessa voce narrante che ha tenuto compagnia per tutto il film, è quella di Scrap e le sue parole non sono altro che una lettera indirizzata alla figlia di Frankie: non ha lasciato neanche un messaggio, nessuno ha mai saputo che fine abbia fatto. Ho sperato che fosse venuto a cercare te, a chiederti per l’ennesima volta di perdonarlo, ma forse non c’era rimasto più niente nel suo cuore. Spero solo che abbia trovato un posto dove vivere in pace, un posto in mezzo ai cedri alle querce,  sperduto tra il nulla e l’addio. Ma forse è soltanto un’illusione. Ovunque si trovi adesso, ho pensato fosse giusto farti sapere chi era veramente tuo padre.

A volte, per tirare un colpo vincente, bisogna arretrare. Ma se arretri troppo, non combatti più.


Bellissimo film, dal tema ancora scottante, almeno qui in Italia. Io ho visto solo una bellissima storia d'amore tra un uomo che non ha più rapporti con la figlia e una ragazza che ha perso troppo presto suo padre, unico membro della  famiglia in grado di volerle bene. Quella di Maggie e Frankie è una storia di profondo amore, di una figlia e un padre che si sono scelti. E d'amore, secondo me, è fatto anche quell'ultimo, tristissimo, gesto.



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