17 giugno 2012

un anno di blog

La vita o si scrive o si vive, parola di Pirandello.
Non sono mai stata troppo sicura di essere d'accordo, anche perché ammettere un'incompatibilità tra vita e scrittura, per una che scrive tanto come me, significherebbe dedurre di non vivere mai abbastanza.
Certo quello che è successo in questi ultimi dieci giorni è tutto a favore di quel pensiero pirandelliano. Ho vissuto, ho vissuto così tanto tante cose nuove, ho riso e pianto, a volte nello stesso momento, ho vissuto così tanto che non ho scritto niente.
E pensare che di cose da scrivere ne avrei avute, eccome. 
Magari ha ragione Pirandello davvero. 

post-it scarabocchiatiNonostante questa mia assenza e nonostante queste emozioni continue però, non ho dimenticato che oggi è il giorno in cui devo tirare le orecchie al mio blog.
Eh già, siamo ancora qua. Oggi uso più citazioni di Fabio Volo, quella canzone di Vasco Rossi poi non mi è mai piaciuta. Comunque ci sta bene, perché davvero un anno fa non avevo idea di quanto sarebbero durati i miei scarabocchi e, nonostante i miei dubbi, siamo davvero ancora qua, io e il mio blog, nato di venerdì 17, alla faccia della scaramanzia.

Quando ho aperto il mio blog ero in preda ad un attacco di politichite acuta, sulla scia dell'arancione di Pisapia e De Magistris, sulla scia della vittoria dei 4 sì al referendum del giugno scorso. Sembra passato un secolo, no? All'improvviso ho capito che questo grande mezzo di comunicazione che è internet non lo stavo usando nel modo giusto. Mi sono resa conto che non ero affatto sociale, che mi limitavo a cercare qualcosa o ad ascoltare qualche canzone. Ho pensato che se non mi piaceva facebook non era detto che non mi piacesse un blog. 
E così ne ho aperto uno. Per parlare di politica, ovviamente. 

Dopo pochi giorni ho scoperto un mondo così vario e così intimo, in un certo senso, che è venuta voglia di variare e di intimizzare anche a me. E così ho parlato di politica, ma non solo.
Così ho scritto ricette e scarabocchiato pensieri.
Così ho parlato di libri e di qualche film.
Così ho raccontato pezzi di vita, belli e brutti.
Così ho parlato di quello che ho avuto e di quello che mi manca.

Così ho conosciuto tante persone.

Ed è solo grazie a tutte le persone che ho conosciuto se oggi sono ancora qui. Il blog è diventato un momento quotidiano, un angolo di relax e confronto.
Nessuno delle persone che vedo ogni giorno sa di questo blog, perché è mio. Mio e basta. E forse non capirebbero che anche in un mondo virtuale ci può essere verità e affetto. 
Un anno fa non avrei mai detto di poter costruire dei rapporti così, attraverso un mondo fatto di immagini e parole. Anzi, se qualcuno me lo avesse detto, non ci avrei creduto. 
Invece è successo.

È successo che ci siamo incontrati, che ci siamo scambiati parole, ma proprio tante in certi casi. A volte mi chiedo se sarebbe successa la stessa cosa se ci fossimo incontrati per caso, nella stessa classe o nella stessa via, nello stesso posto di lavoro, nello stesso vagone del treno.
Chissà se avremmo trovato del tempo per raccontarci qualcosa. Così, tra estranei. Chissà se ci saremmo ritagliati del tempo per scavarci dentro a vicenda alla ricerca di pensieri e passioni. 

Mi piace aver incontrato ragazze della mia età con cui ritrovo tanti lati in comune. Ed è strano, incredibile per chi non lo ha sperimentato, ma succede che quando leggi qualcosa scritto da un'altra persona pensi che lo avresti potuto benissimo scrivere anche tu. 
Ed è strano chiederti che fine abbia fatto chi non aggiorna da qualche giorno o settimana. Perché poi ti affezioni. Ti affezioni alle vite degli altri e ti ritrovi a tifare per gli esami dell'una e per l'Erasmus dell'altra, sì, ti ritrovi a tifare per i sogni di tutte quante quelle che, solo con la forza delle parole e del linguaggio, hanno incrociato la tua vita. 

Vorrei davvero ringraziarvi tanto tanto, a tutti quanti voi. Mi avete davvero tenuto compagnia, fatto spuntare sorrisi, commosso. Mi avete fatto segnare un film da vedere o un libro da leggere. Mi avete fatto riflettere. Mi avete fatto complimenti. Mi avete detto che non eravate d'accordo. Mi avete abbracciato virtualmente. Mi avete fatto scoprire ricette e città che non ho mai visto. 
Il bello di questo mondo è anche questo, che conosci persone da ogni parte d'Italia, che se si parlassero avrebbero accenti completamente diversi, ma che quando scrivono lo fanno nello stesso modo. 
Sono così felice di questo esperimento avviato un venerdì 17 di un anno fa. Giuro, felicissima.
Grazie davvero, perché avete avuto tempo e voglia di conoscermi. 

Soffio la prima candelina di questo blog.
post-it scarabocchiati

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