21 febbraio 2013

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, Luis Sepúlveda

Il figlio di Luis Sepúlveda, Max, aveva un gatto, Mix. Un gatto che, dice l'autore alla fine di questa breve storia, spesso se ne stava in disparte, quasi fosse lontano da lì con la mente. Più volte Sepúlveda dice di essersi fermato a chiedere al micio che cosa stava pensando, senza ottenere mai una risposta.
La storia di questo libro nasce così: per rispondere a quella domanda, vuol essere la voce del silenzio di Mix.

Mix era il gatto di Max, si erano conosciuti bambini e da subito avevano stretto amicizia. Si volevano proprio tanto bene. Il tempo degli umani e quello dei gatti purtroppo non è uguale, perciò, mentre Max cresceva, Mix invecchiava. Era diventato un bel micione dal profilo greco e anche se i suoi baffi imbiancavano, anche se Max aveva compiuto diciotto anni, il loro affetto era rimasto intatto.
Quando Max andò via di casa per i suoi studi scientifici portò Mix con sé. Nel nuovo appartamento costruì una botola per far sentire ancora al suo amico l'aria della libertà dal tetto dell'ultimo piano di quel palazzo. Mix ne fu felice.
Passò il tempo e un giorno Mix divenne cieco. Max fu molto attento a non spostare mai nessun oggetto nella loro casa, per non farlo andare a sbattere da nessuna parte.
Mix continuò a strusciarsi addosso al suo amico facendo le fusa, lo fece anche quando lui gli disse che doveva partire per qualche giorno a causa del lavoro e che gli avrebbe lasciato una ciotola piena zeppa di croccantini.
Max chiuse la porta e salutò Mix.
Quando in casa non ci doveva essere nessuno a parte lui, Mix sentì dei rumori. Era cieco, ma aveva un udito perfetto. Sentiva dei passi leggeri, sentiva qualcosa che si stava avvicinando e, in un nanosecondo, lo acciuffò. Quel qualcosa era un topo, un topo messicano scappato dal piano di sotto, un topo che da un po' viveva nella libreria di Max. Mangiava i cereali, croccantissimi e squisitissimi, ed era molto triste perché non aveva un nome. Mix, il micio buono dal profilo greco, lasciò libero il topo e gli diede un nome: Mex. Mix e Mex divennero subito amici: un gatto e un topo. Poi si aggiunse anche Max, quando tornò.
E per tutto il tempo – lungo o breve, non importa, perché la vita si misura dall'intensità con cui si vive – che il gatto e il topo trascorsero assieme, Mix vide con gli occhi del suo piccolo amico e Mex fu forte grazie al vigore del suo amico grande.
E i due furono felici, perché sapevano che i veri amici condividono il meglio che hanno.

Una favola sull'amicizia. Una storia corta, semplice, schietta. Una storia che semina affetto, che insegna a credere in un'amicizia semplice. Mix, Max e Mex dimostrano che ci si può volere bene anche nelle differenze, purché ci sia rispetto, purché non ci sia uno che prevalga sull'altro. Così, con la stessa semplicità delle fiabe, tutto diventa possibile, anche amicizie che credevamo irrealizzabili.

♥ Le frasi che ho sottolineato
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