1 marzo 2013

Inquietanti analogie

I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni, invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi: chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati: sono loro i responsabili! Io vengo confuso: oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento. Mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico. Noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. È un movimento che non può essere fermato, non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta. Noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo. 
                                                                                                     Adolf Hitler, 1932
Lungi da me affermare che il vincitore politico delle nostre elezioni abbia in mente gli stessi piani di Hitler, però quando ho letto questo discorso, grazie a un link su twitter, ho avuto i brividi.
Se non avessi saputo in anticipo chi fosse l'autore del discorso, se non avessi saputo quando era stato pronunciato, non avrei avuto dubbi: per me sarebbe potuto essere tranquillamente un discorso di oggi di Beppe Grillo. 
A me sembra un'imbarazzante e un'inquietante analogia. Speriamo che le analogie fra i due personaggi e fra i loro due soggetti politici finiscano qui.
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