22 aprile 2013

L'amore quando c'era, Chiara Gamberale

Siamo davvero persone migliori quando abbiamo l'amore? Perché questo è quello che scegliamo di credere di solito, che in due tutto diventi migliore, perfino noi.
Quando non abbiamo l'amore ci rifugiamo in ricordi passati o ci proiettiamo in testa meravigliosi film mentali con protagonista un uomo fantastico che ci farà vivere una vita meravigliosa e mai, dico mai, ci farà soffrire. Ma l'amore è davvero questo? È davvero qualcosa che rende migliori le persone, davvero è ciò che ci consente di vivere una vita al massimo delle nostre possibilità? Oppure semplicemente l'amore appare come qualcosa di meraviglioso solo quando c'era e non c'è più?
Chiara Gamberale, con questo libro piccino piccino, dà una risposta. Una risposta che, c'ho pensato su, non so se condivido. Sarà che sono in una fase (lunga) di amore che non c'è e allora sì, magari l'amore quando c'era era pure bello, ma se ci fosse adesso, ne sono sicura, sarebbe meglio. E poi, mi dico, se c'era e adesso non c'è più un motivo dev'esserci (chiedo scusa per aver usato 47359792 volte il verbo essere), perciò l'amore quando c'era non era poi davvero perfetto, forse è solo il tempo che passa che ce lo fa vedere così meraviglioso, ma è solo una distorsione ottica. Viste da lontano le cose appaiono diverse.

Amanda, protagonista femminile de L'amore quando c'era, non è d'accordo con me invece. Dodici anni prima ha lasciato di punto in bianco il suo Fumetto, Tommaso, perché aveva capito che il loro amore li avrebbe logorati e se fosse continuato li avrebbe separati per sempre. Perciò l'ha mollato all'improvviso, nella convinzione che l'amore quando c'è tira fuori il peggio delle persone e che l'amore quando c'era è molto meglio. Dieci-dodici anni dopo Amanda scrive un'email a Tommaso, per fargli sentire la sua vicinanza alla morte del padre. Non si sentono da più di un decennio, nel frattempo sono diventati adulti, le loro vite sono cambiate. Tommaso ha una moglie e due figli. Amanda è single, vive con un cane e insegna lettere. Non si sente realizzata, lei che sognava di fare la scrittrice non ha pubblicato nemmeno mezzo libro. Non è felice, non è serena. La sua vita è vuota. Non ha niente, niente di speciale. Perciò si aggrappa a questo Tommaso ritrovato, alle sue email, alle sue telefonate, ai bei ricordi che le vengono in mente del loro amore, quando c'era. Da fuori la vita del suo ex le appare migliore della sua, lui sembra realizzato, ha anche una moglie, dei figli. Lei invece non ha niente, questa vita non sa prenderla, cerca istruzioni per l'uso. Forse Tommaso può fornirgliele. Peccato che nemmeno per lui questo sia un momento facile, il suo matrimonio non è particolarmente felice e, parlando con Amanda, si convince che quello che prova per la moglie Tiziana sia solo un sentimento sbiadito rispetto a quello che provava dieci-dodici anni prima per la sua storica ex. Ma è davvero così? E ha senso buttare all'aria la sua famiglia per qualche email scambiata con l'unica donna che in questo momento di dubbio crede di aver davvero amato? Amanda e Tommaso, in modi completamente diversi, vivono in tunnel da cui non sanno uscire, in tunnel che finiscono per arredare. E restano lì, a viverci, a ripensare al passato. Ma che cos'è che davvero dà un senso alla vita di tutti? La risposta Amanda la trova in un tema che dà ai suoi alunni. L'amore. E allora un po' cede all'amore per il Fumetto del passato, salvo poi capire che quelli come loro, come lei e Tommaso, non sono capaci di stare davvero bene mentre stanno bene, ma rendono perfetto solo quello che hanno già vissuto o che potranno vivere.
Perché l’amore, dice Amanda a Tommaso, sarà senz'altro meglio quando c’è. Ma per persone come noi diventa perfetto solo quando c’era.

Una bella storia, breve e scorrevole. 


♥ Le frasi che ho sottolineato
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