2 giugno 2013

Sempre di domenica #2 [di stupidità e 2 giugno]

Non esiste sconfitta o vittoria, non stiamo giocando una partita a calcio, ma semplicemente sto guardando l'involuzione dell'umanità. Dicono che finché c'è vita c'è speranza ed io continuerò a combattere poiché l'umanità prosegua nel cammino degli illuminati.   
L'illuminata è tale Tatiana Basilio, cittadina pentastellata seduta da qualche parte in Parlamento, non sapevo esistesse fino a quando non ho letto la sua esternazione tra le varie esternazioni dello Stupidario. Molte meriterebbero una menzione speciale: Alemanno che incolpa il derby per il suo insuccesso elettorale (almeno al primo turno); Brunetta che si sente come Balotelli, entrambi vittime dei buuuu perché vincenti; Flavia Vento che scende in campo (e mi sembra non sia nemmeno la prima volta). Lo annuncia così:
Scendo in campo. Tra poco avrò il mio movimento. Si tornerà all'anarchia totale. Il potere deve finire. Il mio pensiero è molto avanti: finché esisterà la politica nulla mai cambierà. Bisogna tornare al baratto. Abolire le auto, tornare alle carrozze o bici. Già così finirebbero le guerre del petrolio.
Grazie Flavia.
E grazie agli illuminati pentastellati, soprattutto al loro capo che si sente in diritto di insultare tutti dal suo blog, ma gradirebbe che Rodotà (quel Ro-do-tà scandito a più non posso solo un mese fa davanti a Montecitorio) gli telefonasse, per esprimere in privato le sue perplessità riguardo alla linea politica degli illuminati, piuttosto che farlo platealmente dalle pagine del Corriere. Ma che si fa così?
Eppure il grazie più sentito sento di doverlo dedicare a lui, Simone Furlan, innamorato pazzo di Silvio Berlusconi, lo vuole tutta la vita, è pronto a combattere al suo fianco la guerra dei Vent'anni, disposto a prendersi pure una pallottola al suo posto. Sono commossa.
In ufficio al posto della foto della moglie e del cane io tengo quella di Silvio, mi sembra il minimo. Io sono innamorato di Berlusconi, amo tutto di lui, sia l’uomo, sia il politico. A lui farei da scudo umano. Prenderei una pallottola al posto suo.
Non scende anche a voi una lacrimuccia? Che dolce. Ha avuto pure questa idea geniale dell'esercito di Silvio, come non averci pensato prima? Arruolati, chi difende la libertà non è mai solo.
Adesso penso se arruolarmi o no, nel frattempo ho deciso che, per la foto della settimana, tra l'idea di Simone e la coerenza di Beppe scelgo la prima, anche perché Silvio è sempre un bel vedere. Lui sì che è un ottantenne come si deve, altro che Ro-do-tà, che è soltanto un misero ottuagenario sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi, soltanto un miracolato dalla rete.
Mi sa che Beppe se ne intende di miracolati dalla rete, eh?


Chiusa parentesi stupidità politica.

Aperta parentesi sulle citazioni trovate qua e là:
♠ Le tartarughe potrebbero raccontare, delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri. Kahlil Gibran
Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita, e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate. E. K. Ross
♦ Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi. […] Lascia che la vita accada. Sylvia Plath
L’uomo moderno crede di perdere qualcosa - il tempo - quando non fa le cose in fretta; eppure non sa che cosa fare del tempo che guadagna, tranne che ammazzarlo. Erich Fromm
E che centomila abbiano avuto delusioni, diminuisce forse il dolore di chi viene deluso? Cesare Pavese.
♥ Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza. Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava. Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto. Marcela Serrano

Essendo questa domenica non una generica prima domenica di giugno, ma il 2 giugno, festa della Repubblica italiana, le immagini di questa settimana sono foto storiche, viste e riviste, ma che voglio incastrare anche qui. La mia preferita è quella di una ragazza qualunque ormai famosa, una ragazza dai capelli scuri che si affaccia da un giornale con un bellissimo sorriso e un futuro radioso nello sguardo.
Adoro quel sorriso e quella speranza riposta nella nuova Italia repubblicana, distrutta dalla guerra, eppure volenterosa di voler ricominciare.
Quasi settant'anni dopo è difficile trovare qualcuno con un sorriso come quello della ragazza incorniciata dal Corriere della Sera, difficile trovare qualcuno con la sua stessa fiducia nell'Italia, con la sua stessa speranza. Allora c'era stata la seconda guerra mondiale e poi la guerra civile, tanti morti, tante macerie, c'era una scuola d'élite e un'ignoranza generale che però non impediva di rimboccarsi le maniche per ripartire. Adesso c'è la rete, osannata o disprezzata, c'è una scuola per tutti, c'è una politica costellata di stupidità che nemmeno il più ignorante settant'anni fa avrebbe mai detto.
Allora c'era stata la guerra, quella vera, le famiglie contavano i pezzi mancanti e non avevano niente. Adesso c'è qualcuno che parla di nuovo di eserciti e di arruolamenti, facendolo sembrare la cosa più naturale del mondo. Lo fa per difendere la libertà, ma mica la libertà di tutti, no. La libertà di uno soltanto. E questo a me non sembra per niente repubblicano.
  

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