30 giugno 2013

Sempre di domenica #6 [di numeri sette e tanto amore]

Temporali. Tre coperte sul letto. Pigiama che è tornato lungo. Gambe che non vedono più il sole e si spellano. Mancanza totale di corrente durante Urugay-Brasile. Mancanza di corrente a intermittenza fino al cinquantesimo di Italia-Spagna.
L'ultima settimana di giugno è stata tutto questo, tanto che, a tratti, siamo stati costretti a seguire la telecronaca della semifinale del torneo brasiliano con la radiolina! Fantastico. Solo per cinque minuti però, tutto sommato la fortuna ha fatto sì che i tuoni più forti si sentissero durante l'intervallo. La Confederations Cup certamente non è paragonabile all'emozione dei mondiali, però l'altra sera si giocava comunque Italia-Spagna, noi contro i più forti del mondo, quindi un po' di adrenalina c'era, anche se personalmente ero convinta che avremmo preso dieci goal come Tahiti. Invece no. Siamo arrivati addirittura ai rigori! Noi, contro i più forti del mondo. Abbiamo perso sette a sei, alla fine.
Sette, già. Lo stesso numero che è rimbalzato di tweet in tweet, occupando i primi titoli dei telegiornali e dei quotidiani, all'inizio della settimana, quando è diventata reale la sentenza profetizzata da Nanni Moretti ne "Il caimano": sette anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per il nostro povero perseguitato politico, caduto vittima della magistratura comunista.
Ovviamente alla sentenza è seguito il grido lanciato da Giuliano Ferrara, grido raccolto dalle donne del Pdl con in prima fila, come ti sbagli, la Santanchè e quella maglietta: siamo tutte puttane. Esserne consapevoli è importante. Ok, per evitare di insultare troppa gente, con questa storia del caimano mi fermo qui. Che è meglio, come direbbe il puffo Quattrocchi.

Parliamo di una cosa bella. Una notizia che viene da oltre l'Atlantico, dall'America, fonte di profonde
contraddizioni, ma capace anche di dare lezioni di democrazia. Eccola l'America che non ti aspetti: quella che sostiene che il matrimonio non è solo quello celebrato tra uomo e donna.
#LoveIsLove, ha scritto Obama nel suo tweet e non è che ci sia granché da aggiungere. Personalmente vedo il matrimonio in modo piuttosto cinico e materialista, lo vedo per quello che, mi sembra, in fondo sia: un contratto. Non credo che l'amore abbia bisogno del matrimonio, penso solo che quelle firme siano una tutela per entrambi, nel caso qualcosa dovesse andare storto. Motivo per cui mi sembra più che giusto che tutti siano tutelati allo stesso modo di fronte alla legge.
Quando l'uguaglianza promessa dalla Costituzione diventerà reale anche da noi in Italia? Ce n'è di tempo, mi sa.
Siamo proprio un Paese strano. Ci scandalizziamo per due uomini che si amano normalmente e, nello stesso tempo, ci piace tanto tanto un presidente del consiglio concussore, corruttore, condannato pure per prostituzione minorile (ho usato il plurale maiestatis ma specifico che in quel "noi" non ci sono io). Benvenuti in Italialand dunque, il vero Paese delle meraviglie.
Su questa bella sentenza, quella americana non la nostra eh, vi invito a leggere questo post di Zac. E sempre su questo argomento, vi voglio far conoscere anche un altro post che mi ha aperto gli occhi, ormai quasi due anni fa. Da quando mi ricordo sono sempre stata favorevole ai matrimoni per i gay, mentre per l'adozione ero titubante, piuttosto indecisa e forse più vicina al no. Un giorno poi ho letto questa conchiglia di Queen Father depositata sulla spiaggia di Nina e allora ho capito che semplicemente quello di cui ha bisogno un bambino è amore. #LoveIsLove. Punto. Basta. E chi dice che magari poi i bambini che hanno due padri o due madri sarebbero presi in giro dagli altri bambini nati da coppie etero, dovrebbe preoccuparsi di come li educa i suoi figli, frutto dell'amore di un uomo e di una donna. Tu educa il tuo bambino a rispettare gli altri e la diversità e non ci saranno problemi. Quel post che ho linkato mi ha mostrato le cose attraverso una nuova prospettiva, facendomi vergognare un po' dei pensieri che avevo prima.

[Questo non c'entra niente con il "Sempre di domenica", ma da qualche parte dovevo scriverlo. 
Leggendo qua e là in vari blog ho scoperto che da domani andrà in pensione Google Friend Connect, che per chi ha un blog su blogspot è il principale mezzo di lettura dei blog altrui. A me il problema non si pone perché da molto tempo ormai ho organizzato tutti i blog che seguo su Goodnoows, quindi non credo che avrò problemi da domani per ricevere i vostri aggiornamenti. 
Ho notato che quasi tutti i blog hanno sostituito il fu Google Reader con Bloglovin, quindi se volete continuare a leggere quello che scrivo da lì non c'è problema perché ci trovate anche il mio blog. QUI. C'è anche il pulsante nella colonna a destra del blog. Un clic e tutto torna come prima! 
Sì, lo so che sono un disastro con le comunicazioni di servizio. Detto tra noi non ci capisco nemmeno un granché.]

♥ Foto della settimana [#LoveIsLove]
La Repubblica
♦ Citazioni della settimana
♣ Sono disposta ad aspettare quanto occorre, quanto ti occorre. Perché “quello che c’è tra noi" merita l’attesa. David Grossman

♠ Gli occhi fanno quel che possono, niente meno, niente più. Tutto quello che non vedono è perché non vuoi vederlo tu. Ligabue

♥ È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita. William Shakespeare

♦ Immagini [about love]
[come al solito le immagini non sono le mie, ma provengono da tumblr]
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