10 luglio 2013

Venuto al mondo [2012]

Gli amori più assurdi sono i migliori.
Venuto al mondo, 2012.
Regia di Sergio Castellitto.
Con Penelope Cruz, Emile Hirsch,  Adnan Hackovic, 
Pietro Castellitto, Saadet Aksoy.
Il libro di Margaret Mazzantini è tra i più belli che io abbia mai letto.
Quando è uscito il film morivo dalla voglia di vederlo subito, invece ho aspettato, forse perché temevo di vedermi maltrattata una storia che avevo tanto amato.
C'erano Gemma e la sua instabilità, poi l'amore di Diego, fotografo di pozzanghere, due vite rivoluzionate da un desiderio viscerale di diventare genitori. C'era Gemma e quel desiderio diventato ossessione. C'era Sarajevo e una guerra tanto vicina quanto sconosciuta. C'era Gojko, il poeta pazzerello. C'era Aska. E poi Pietro, il figlio venuto al mondo sotto le bombe.
C'erano mille punti interrogativi e giudizi sospesi su scelte di vita complicate. Condivisibili? Non lo so.
So solo che Venuto al mondo, il libro, mi ha lasciato dentro qualcosa che non se ne andrà mai. Qualcosa che non so nemmeno spiegare, qualcosa che mi ha fatto battere il cuore, che mi ha fatto innamorare di Diego, che mi ha fatto piangere e divorare pagine, che mi ha lasciata sconvolta quasi, per un epilogo che non mi aspettavo.

Ho temuto di perdere questo magico qualcosa nel film. Per questo ho aspettato.
Come sempre il cinema snellisce le situazioni, sorvola sulle descrizioni, sbiadisce le caratterizzazioni dei personaggi, tutto sommato però non ho trovato il film tanto brutto. Mi sono più volte chiesta che cosa ne penserei se non avessi prima letto il libro, se non avessi conosciuto già tutto il passato della vita di Gemma, se non avessi scavato già con le parole la sua sofferenza. Mi sono chiesta se mi sarei innamorata del Diego del film nello stesso modo in cui mi sono innamorata di quello del libro e la risposta, probabilmente, è no.
Detto questo, tralasciando una certa superficialità inevitabile per i tempi cinematografici, la storia resta bellissima. Per me, ovviamente.

Non rileggo mai i libri, ma se dovessi iniziare a farlo un giorno comincerei da questo qui. I film invece li rivedo spesso e sicuramente questo sarà uno di quelli che un giorno saprò quasi a memoria, anche se il libro, come al solito, è un'altra cosa. Le emozioni, comunque, ci sono da entrambe le parti.
E quando ci sono quelle, le emozioni, tutto il resto e tutti i confronti non valgono più.
È stato più facile correre sotto le granate che camminare sulle macerie.
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