28 ottobre 2013

I film della mia vita [primo tempo]

Ho visto questo giochino cinematografico in vari blog, tra cui, per ultimo, quello di Strawberry. Il gioco consiste nel ripercorrere la propria vita attraverso i film, scegliendone uno per ogni anno, a partire dal proprio anno di nascita. 
Certe volte sceglierne uno solo è stato complicato, devo proprio ammetterlo. Inoltre spesso ho scelto film che più che per il mondo sono importanti per me.

Ho diviso la mia vita cinematografica in tre puntate, per provare a non scrivere post lunghi dieci chilometri.
Dunque ecco il primo tempo. Ciak. Motore. Azione!
Nell'anno in cui la Germania vince i mondiali italiani, scoppia la guerra del Golfo e Gorbacev vince il premio Nobel per la pace, vengo al mondo io e insieme a me nasce anche Kevin, destinato a far battere il cuore di ogni bambino della mia età, anche una volta cresciuto. Mamma ho perso l'aereo è (e sottolineo l'indicativo presente) un must natalizio, senza Kevin non è Natale, non per me. Io adoro quegli occhietti vispi e quella sua intelligenza, quel suo sapersela cavare da solo anche contro i ladri, cavolo. Ero sicurissima di saper fare altrettanto, ma nessuno si è mai dimenticato di me e non ho mai potuto mettere in pratica tutte le mie idee. Oggi credo comunque che sia stato meglio così.
È il 1991, mentre muovo i miei primi passi barcollanti, muore Freddy Mercury e compare il primo sito sul World Wide Web, ma soprattutto esce La Bella e la Bestia. Pensavo fosse molto più vecchio e invece il cartone è più giovane di me. Solo amici e poi, uno dice un noi e tutto cambierà... Sono stata colpita da un attacco di romanticismo acuto. Ah, non ci sono abituata.
Il 1992 è l'anno della guerra in Jugoslavia e delle morti di Falcone e Borsellino, l'anno di Mani Pulite e di Clinton presidente degli Stati Uniti. È l'anno di Sharon Stone che non porta le mutande e di Whitney Houston e della sua guardia del corpo, ma io, senza ombra di dubbio, ho scelto Al Pacino e questo film, Profumo di donna, che ho visto per la prima volta solo qualche tempo fa su consiglio della mia amica Martola. Bhè, aveva ragione: è molto bello.
Per la scelta del 1993 sono stata molto molto indecisa. Come non scegliere Schindler's List? Anche Lezioni di piano ha il suo perché. Alla fine, dopo alcuni tentennamenti, ho optato per un bel film che mi ricorda il liceo e, in particolare, le ore di religione passate davanti a un maxischermo. Il prof non ci faceva vedere cose religiose, per fortuna, ma solo e sempre film, qualunque film. Il problema era che in un'ora di 55 minuti ne riuscivamo a vedere solo un pezzo e la settimana dopo era impossibile riavere lo stesso film della settimana precedente, non chiedetemi perché. Così abbiamo visto centinaia di inizi, ma pochi finali e, tra i pochi, fortunatamente, c'è quello di Buon compleanno Mr.Grape!
Il 1994 è l'anno della discesa in campo di Berlusconi, di Mandela presidente, del genocidio del Rwuanda, è l'anno dei primi mondiali di cui ho un vago ricordo, l'anno della morte di Ayrton Senna. È l'anno del Postino, del Re Leone e anche, soprattutto, di Forrest Gump. Uno dei miei film preferiti, di una bellezza semplice e genuina, che mi fa ridere e commuovere. 
Il 1995 è l'anno di Babbo Natale che mi porta Ciccio Bello e l'anno in cui la CEE diventa Unione Europea. È l'anno di un film che ha segnato la mia infanzia, Matrimonio a quattro mani, l'anno di Pocahontas e quello di Palermo-Milano Solo andata, che già solo per Raoul Bova varrebbe la pena di eleggere a film dell'anno. Nella mia fase poliziesca ero molto presa da questo film, ma non posso giurare che la presenza di Raoul sia stata del tutto ininfluente. Inoltre c'era anche Ricky Memphis, il fu (da me tanto amato) Mauro Belli di Distretto.
È il 1996, l'anno della mucca pazza e della pecora Dolly, l'anno in cui metto piede a scuola, con un certo trauma iniziale. È anche l'anno della prima videocassetta contenente un film, e non un cartone animato, che vedo circolare a casa e che voglio assolutamente vedere e rivedere. Penso che Il Ciclone di Pieraccioni sia uno dei film che conosco più a memoria. A Tappami Levante, Tappami! ci giocavamo anche insieme al mio cuginetto, che insisteva per fare Libero solo perché voleva dire Se stanotte non ne trombo neanche una. Era il massimo della trasgressione per lui, all'epoca.
Il 1997 è l'anno della morte di Diana e di Madre Teresa di Calcutta, l'anno della vittoria di Tony Blair e del terremoto dell'Umbria e le Marche. È l'anno del protocollo di Kyoto e della nascita dei primi blog (così dice wikipedia). Il 1997 è l'anno in cui fioriscono addosso alle ragazzette più grandi magliette con la faccia di Leonardo Di Caprio, di cui tutte sono, matematicamente, innamorate. È l'anno del Titanic, che avrebbe vinto a mani basse contro gran parte dei film, ma non con quel meraviglioso Benigni de La vita è bella, per cui non ci sono parole. Poesia, dolcezza, dolore, lacrime, risate. La vita è bella, me lo ripeto ogni giorno. Inoltre credo che abbia formato anche, in parte, il mio vocabolario. Me ne rendo conto ogni volta che saluto la mia nipotina con un sorridente e gioioso Buongiorno principessa!
Il 1998 è l'anno in cui nasce Google e l'anno della guerra nel Kosovo, l'anno in cui muore Lucio Battisti. L'anno di Fortunata e Zorba, la gabbianella e il gatto, ma è anche l'anno di un film che vedrò quasi dieci anni dopo rimanendo colpita: Sliding Doors, porte scorrevoli, quelle con cui è arredata la vita. Per lo stesso principio per cui il battito di una farfalla può provocare un uragano nell'altra parte del mondo, anche la nostra vita può subire tsunami e maremoti solo a causa di una piccola, impercettibile, coincidenza. Per un nanosecondo non riusciamo a prendere un treno e la nostra vita non sarà mai quella che avremmo avuto se solo fossimo riusciti a salire a bordo. O magari sì, chissà. La riflessione di questo film la sento molto mia, per questo l'ho scelto.


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