6 ottobre 2013

Sempre di domenica #11


1- Papa Francesco visita Assisi, in quello che lui definisce un pellegrinaggio d'amore per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di ogni cosa e ha amato tutti, soprattutto i più poveri, con semplicità. So che la mia presenza tra i quarantamila giovani presenti lì può stupire, d'altra parte ha stupito me per prima. Un anno fa non avrei mai immaginato di vedere il Papa a una manciata di metri da me, ma in un anno sono cambiate tante cose, innanzitutto il Papa. Per Ratzinger non avrei mai passato una giornata come quella di venerdì, confinata in due metri quadri per dieci ore. Papa Francesco però, incredibilmente, mi sta simpatico. Mi piace proprio. Sembra un colmo, lo so, detto da me. Per completare il cerchio delle cose incredibili successe l'altro giorno in quel di Assisi, bhè, mi sono commossa come una scema. 
Non ero così convinta di voler andare a vedere il Papa e non nego di essermi sentita spesso un'intrusa quando tutti intonavano canzoni d'oratorio che io non avevo nemmeno mai sentito, però, alla fine, sono contenta di esserci andata e di aver fatto quest'esperienza strana, ma bella. C'era qualcosa di particolare nell'aria. Quando ho prenotato il posto sul pullman mi sono detta che in fondo stavo solo andando ad ascoltare un capo di Stato straniero che aveva la mia stima, ma sinceramente non so se quell'aria avrebbe avuto le stese vibrazioni davanti ad un Obama. Non lo so. Quello che ho visto è stato un Papa umano, con un sorriso spontaneo e gli occhi buoni. Mi ha fatto piangere. Ho provato brividi che non credevo avrei mai più sentito per questioni, diciamo, religiose. Devo ancora capirla la mia emozione di venerdì. 
Ah, quella foto è la mia, ero anche molto vicina, tra l'altro. 
Se volete vedere quelle belle dei fotografi guardate qui: 1, 2, 3, 4.
2- Ritratti d'autore. Per scoprire che facce avevano Virginia Woolf, James Joyce, T.S. Eliot e altri importanti big della letteratura straniera.
4- Ultima spiaggia. Le pagelle di Massimo Gramellini. Quanto si meritano Enrico Letta, Berlusconi, Alfano, Brunetta e compagnia bella dopo l'ennesima giornata politica italiana senza senso?
5- Per chi piange l'Europa, Massimo Gramellini. Si fa fatica a chiamarlo buongiorno, perché buongiorno non era. Sono tutti bravi a commemorare e a visitare i luoghi dove sono allineati centinaia di corpi senza vita, ma prima, prima non ci pensa mai nessuno. Tanto per tornare al punto numero uno di questa domenica, penso che a usare le parole più adatte sia stato Papa Francesco. Ha ragione nel dare la colpa ai politici, a dire che quei trecento e passa morti sono la conseguenza di politiche disumane di cui ci si dovrebbe solo vergognare. Forse quando il giorno dopo, ad Assisi, ha detto che non bisogna essere solo cristiani di pasticceria si riferiva anche a questo, a un Paese che si dichiara ultracattolico, ma non agisce amando gli altri, no, gli altri finge di amarli solo quando sono morti e non possono più dare fastidio.


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