30 dicembre 2013

C'era una volta il Duemila[c]redici #2


Luglio. Ci stenderei sopra un velo pietoso e basta. Il miglio verde certe volte è così lungo.
- Film del mese: Venuto al mondo.
- Libro del mese: Sofia si veste sempre di nero, di Paolo Cognetti. L'unico che ho letto, a dir la verità.

Agosto. Feste. Pulcini. Torte col prosciutto. Un aereo che porta un'amica lontano lontano. Cene sempre fuori con amiche e cugine. Agosto è il riscatto della mia estate, l'unica parte bella, animata da Maxibon e tornei di pallavolo, limoncelli, spighe e vino rosso. È la bottiglia della Coca Cola col mio nome introvabile, gli ultimi bagni al fiume, un pagliaccio, un diario scritto in tre, quattro anelli delle principesse e quattro chili di pasta di zucchero. Un bell'addio a un'estate comunque da dimenticare.
Mentre non ho voglia di leggere né di fare niente, mentre mi dondolo sull'amaca circondata da ricordi, succede che Berlusconi viene condannato e il mio primo pensiero non è che bello, finalmente, era ora! No, il mio primo pensiero è che lui non ha fatto in tempo a sentire quella notizia che certo gli avrebbe fatto un pochino piacere. Così pure una stupida sentenza su cui si continuerà a discutere per tutti i mesi a venire diventa per me motivo di malinconia.
- Libro del mese: E l'eco rispose, l'unico libro che ho preso in mano (per finirlo, poi, a settembre).
- Film del mese: 500 giorni insieme.

Settembre. Mese di compleanni importanti, tra cui anche il mio. Uva da rubare a un filare, vendemmia. Due codine, candeline dispari.
- Libro del mese: Cate, io, di Matteo Cellini.
- Film del mese: Blue Valentine. Sulla fine di un amore.

Ottobre. Funghi a volontà, una giornata speciale con Papa Francesco, un vestitino bellissimo, il ballo del qua qua e i primi passi, da sola. Come una bimba grande. Una torta interista e una passeggiata troppo lunga.
Ottobre è Lampedusa e tutte quelle centinaia di bare senza nome, in fila. Inizia la corsa delle primarie per il nuovo segretario del Pd. Tra i due litiganti, il primo che vuole cambiare verso e il secondo bello (???) e democratico, sono ancora convinta di tifare per il terzo incomodo e il suo partito delle possibilità. Le cose cambiano cambiandole. In politica, ma non solo.
- Libro del mese: Elogio del moralismo, di Stefano Rodotà.
- Film del mese: Vajont - La diga del disonore.

Novembre. Cake pops, olive, un quaderno a righe verde acqua, progetti natalizi.
Pippo Civati vince il confronto su Sky e domina in rete. #civoti, #vincecivati, #insultacivati spopolano su twitter. Il suo blog è pieno di ottimismo e bellissime idee, perciò inizio a credere sul serio a ciò che sembrava impossibile all'inizio della campagna congressuale, al fatto cioè che Civati possa vincere davvero. Nel frattempo Berlusconi, in procinto di subire una certamente ingiusta decadenza, molla il governo e torna a Forza Italia. Alfano, che è davvero responsabile, pensa bene di rimanere fedele agli impegni presi con Enrico Letta, così molla Berlusconi e fonda il Nuovo Centro Destra, ma delle questioni della parte politica avversa sinceramente non me ne frega niente, preferisco dedicarmi a prendermela con chi, tra parentesi, avrei anche votato, in un tempo lontanissimo in cui vigeva un appello stracciato dopo due minuti senza il minimo rimpianto.
- Libro del mese: Marina Bellezza, di Silvia Avallone.
- Film del mese: Sole a catinelle.

Dicembre. Si accendono e brillano le vetrine, gli alberi, i presepi. Dicembre è da sempre, per me, sinonimo di nastrini colorati, cartoncini, porporine, così passo il tempo a uncinettare, ritagliare, incollare, impastare, mentre finisco di vedere la nona serie di Grey's Anatomy.
Muore Nelson Mandela, dimostrazione di come un uomo, senza usare la violenza, possa cambiare davvero molte cose.
L'otto dicembre voto Civati e faccio l'albero. La sera, mentre sono accanto al fuoco ad ammirare gli addobbi, mi cade addosso il dato plebiscitario che elegge Renzi segretario del Pd a furor di popolo. 70% dei voti. Una percentuale che azzera i dubbi di chi lo avrebbe voluto votato solo da persone più di centrodestra che di centrosinistra. Civati è l'annunciato sconfitto, vincitore su Twitter, quello non calcolato dai media, quello praticamente sconosciuto a chi non naviga su internet. Nonostante questo è un terzo arrivato quasi secondo, con Cuperlo che perde anche la strada di casa. I giovani hanno votato poco, ma chi ha votato sembra che l'abbia fatto soprattutto per Civati.
- Libro del mese: Non esiste saggezza, di Gianrico Carofiglio (scarabocchi ancora da scrivere).
- Film del mese: Crash - Contatto fisico.

In sintesi (concetto che non mi è propriamente famigliare come ben sapete), il 2013 è stato:
- il Pd che arriva primo senza vincere le elezioni;
- lo streaming dei grillini, usato solo con Bersani;
- Benedetto XVI autore del gran rifiuto che porta all'arrivo di Papa Francesco;
- il Pd che dal mai con Berlusconi finisce al governo con Berlusconi, governo che rischia di cadere ogni volta che non si fa quello che vuole lui;
- l'avvento di re Giorgio;
- otto mesi per non riuscire a togliere l'Imu, che non andava nemmeno tolta;
- decadenza, termine che era ovunque come lo spread ai vecchi tempi di Mario Monti;
- la venuta del salvatore Matteo Renzi da Firenze. Voi prendetevi Renzi, io mi tengo il #civoti anche nel 2014, tiè.
Finisce questo duemilacredici infinito e pesante come un macigno. Non cambierà niente da domani, lo so. Odio Capodanno come sempre, ma tiro lo stesso un sospiro di sollievo nei confronti di questo anno che se ne va e che resterà nei miei ricordi per essersi portato via persone importanti per me.

Che sia un 2014 più felice per tutti. A me gli anni pari piacciono sempre di più.
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