14 dicembre 2013

Con anticipo

Ed eccovi dunque un consiglio veloce, per congedarmi al termine di questo discorso: dato che secondo la mia opinione la vostra vita sarà un viaggio che vi porterà ad essere più gentili e più amorevoli, sbrigatevi. Fate presto. Iniziate subito. In ciascuno di noi c’è un equivoco di fondo, un vero malessere in verità. Si tratta dell’egoismo. Ma la cura esiste. Siate quindi gentili e proattivi e addirittura in un certo senso i pazienti di voi stessi – cercate le medicine più efficaci contro l’egoismo, cercatele con tutte le vostre energie, per tutto il resto della vostra vita.
Fate tutte le altre cose, quelle ambiziose – viaggiare, diventare ricchi, acquistare fama, essere innovativi, essere leader, innamorarsi, fare fortuna e perderla, nuotare nudi nei fiumi in mezzo alla giungla (dopo aver controllato che non ci siano in giro scimmie che cagano) – ma qualsiasi cosa farete, nella misura del possibile eccedete in gentilezza. Fate ciò che vi può indirizzare verso le risposte a quelle grandi domande, cercando di tenervi alla larga dalle cose che possono sminuirvi e rendervi banali. Quella luminosa parte di voi che esiste al di là della vostra personalità – la vostra anima, se credete – è tanto luminosa e brillante quanto nessun’altra. Luminosa come quella di Shakespeare, luminosa come quella di Gandhi, luminosa come quella di Madre Teresa. Sbarazzatevi di tutto ciò che vi può tenere lontani da quella luminosità nascosta. Credete nella sua esistenza, cercate di conoscerla meglio, coltivatela, condividetene incessantemente i frutti.
E un giorno, tra 80 anni, quando voi ne avrete 100 e io 134, quando saremo tutti così gentili e premurosi da risultare quasi insopportabili, scrivetemi due righe. Fatemi sapere come è stata la vostra vita. Spero tanto che mi scriviate: è stata meravigliosa.
Se per domani avessi preparato un Sempre di domenica, sicuramente c'avrei messo un link al discorso completo che George Saunders ha pronunciato per i laureati di quest'anno (che, a proposito, trovate qui).
E sì, domani vi avrei anche invitato a leggere questo bellissimo post di Pippo Civati, perché se da un lato sono molto delusa dal plebiscito per Renzi, dall'altro sono anche piena di speranza per questo #civoti che, spero, non finirà così, con un terzo posto, quasi secondo.

È da giorni che penso che dovrei scarabocchiare di libri, film, di cose che penso e mi sfuggiranno, mi mette anche tristezza il blog fermo sempre sullo stesso post, solo che sono piuttosto impegnata col servizio di babysitteraggio e con qualche regalino ancora da fare, e quando dico fare non intendo proprio comprare.
Il Natale e le primarie del Pd mi hanno fatto scivolare in un vortice di cose che vorrei dire, ma che poi non dico. Adesso però basta, ho appena posato i ferri e mi sono imposta di cambiare quel post che sta lì da troppo tempo. Così eccomi qui.
Come al solito mi sto dilungando, in realtà volevo semplicemente dire che non so se avrò tempo/voglia di scrivere ancora in questi giorni prenatalizi, probabilmente no. Quindi beccatevi tutti i miei auguri con un po' d'anticipo per favore.

Buon Natale. Se ci credete o no, spero solo che passerete giorni belli e tranquilli, circondati da persone a cui volete bene (e che ve ne vogliono!), pieni di sorrisi. E se ci sarà un po' di malinconia, perché ce n'è sempre nei giorni di festa, non fatevi conquistare. Sconfiggetela con pensieri belli, come cercherò di fare io.

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