11 marzo 2014

Anna Karenina - Quarta parte



La parte più bella letta finora, senza ombra di dubbio. Se nel precedente appuntamento con Anna Karenina avevo scritto di non aver trovato chissà quali avvenimenti, stavolta sono costretta a dire l'esatto contrario. 

Ho definitivamente perdonato Kity per aver rifiutato così miseramente Levin, all'inizio del romanzo. In fondo a chi non è capitato di innamorarsi dell'uomo sbagliato? Adesso Kity sembra aver capito tutto quello che le ho suggerito nelle pagine precedenti, l'ha capito così bene che ha accettato (stavolta sì!) la proposta di matrimonio di Levin. Che carini!!! E che bella scena quella in cui si scrivono le iniziali delle frasi che si vorrebbero dire e, incredibilmente, si capiscono! Se fossi stata al posto di Kity ancora sarei rimasta ferma alla prima lettera. Lo so che non ho spiegato affatto bene come avviene questa dichiarazione d'amore, così ne ricopio un pezzo, solo per rendere l'idea di quali affinità elettive ci siano tra quei due innamorati.
- Ecco, - disse lui e scrisse le lettere: "q,m,a,r:'q.,n,è,p',s,p,s,o,s,a"? Queste iniziali significavano: "quando mi avete risposto 'questo non è possibile', significava per sempre o solo allora?". Non c'era nessuna probabilità che lei potesse comprendere quella frase complessa; ma lui la guardò come se la sua stessa vita dipendesse dalla possibilità che lei comprendesse quelle parole.
Lei lo guardò con serietà, poi appoggiò alla mano la fronte corrugata e si mise a leggere. Ogni tanto lanciava un'occhiata a Levin chiedendogli con lo sguardo :"È quello che penso io?"
- Ho capito, - disse lei arrossendo.
- Che parola è questa? - disse lui indicando la 's' che indicava la parola 'sempre'.
- Quella lettera indica 'sempre', -disse lei, - ma non è la verità!
Le cose sono due: o in russo la comprensione è più immediata oppure esiste davvero l'anima gemella che legge nei pensieri dell'altro, perché altrimenti non si spiega come Kity abbia potuto capire quella frase lunghissima. E poi continuano ancora e ancora e ancora, non sbagliando mai nemmeno una parola. Altro che la settimana enigmistica!
A questo punto comunque la loro storia d'amore sembra essere destinata a un lieto fine. Levin è euforico, vede il mondo a cuoricini, è tutto rosa, sono tutti felici intorno a lui, e anche Kity è innamoratissima. Oh, che belli, finalmente. Purtroppo siamo solo a metà romanzo, quindi forse è presto per dire che vissero felici e contenti. Speriamo.

Dall'altro lato la situazione non è così rosea, ovviamente. Aleksej aveva chiesto ad Anna solo un po' di decenza nel vivere il suo adulterio, ma lei non riesce a fare nemmeno questo, così fa venire a casa sua (che è anche casa di Aleksej) Vronskij. Marito e amante si incontrano e il marito, come è giusto, va su tutte le furie. Finalmente decide che l'unica alternativa praticabile è per lui quella del divorzio. Quando lo comunica a Stepan, fratello di Anna, lui cerca di dissuaderlo in tutti i modi, ma Aleksej stavolta sembra irremovibile. E poveraccio, ci credo. Ho capito che in realtà lì in mezzo son tutti un po' cornuti, ma c'è modo e modo e Anna è senza decenza su, quando ci vuole ci vuole. Purtroppo nel momento in cui Aleksej decide che il divorzio è inevitabile, Anna, partorendo la bambina di Vronskij, ha serie complicazioni e pare stia per morire. Il marito accorre al suo capezzale e si ritrova commosso a perdonare l'adulterio della moglie morente. Ma...colpo di scena: Anna non muore! Aleksej è pronto per tornare indietro a vivere una vita coniugale normale con Anna, ma lei sta troppo male per la lontananza di Vronskij, che addirittura si spara sbagliando il colpo pur di non vivere più in quel modo. Anna è pallida e magra e Stepan pensa seriamente che questo suo mal d'amore la ucciderà davvero, così prova a convincere il cognato del contrario di quello su cui aveva insistito fino a qualche tempo prima. Gli chiede cioè di concedere questo benedetto divorzio ad Anna, lasciandola libera, senza farla morire. Il freddo e cornuto Aleksej è un uomo profondamente umiliato e ferito, ma dimostra di saper essere anche umano e altruista, acconsentendo definitivamente al divorzio. Anna però non vuole approfittare della bontà del marito e parte per un viaggio in Europa insieme a Vronskij senza aspettare il divorzio.

...ovviamente: to be continued...
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