6 marzo 2014

Argo, il film Premio Oscar di Ben Affleck [2012]

Questo è l'impero persiano, oggi conosciuto come Iran. Per 2500 anni questa terra fu governata da una serie di re, conosciuti come Scià.
Nel 1950 il popolo dell'Iran elesse Mohammad Mossadeq, un democratico laico, primo ministro. Nazionalizzò le holding petrolifere britanniche e statunitensi, restituendo il petrolio dell'Iran al suo popolo. Ma nel 1953 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna organizzarono un colpo di Stato che depose Mossadeq e insediarono Reza Pahlavi come Scià. Il giovane scià era noto per la sua opulenza e i suoi eccessi. Si dice che sua moglie facesse il bagno nel latte, mentre lo Scià si faceva portare il pranzo da Parigi con un Concorde. Il popolo era affamato. Lo Scià manteneva il potere per mezzo della sua spietata polizia interna, la Savak. Un'era di torture e paura ebbe inizio. Lo Scià iniziò poi una campagna per occidentalizzare l'Iran, facendo infuriare la popolazione sciita per lo più tradizionalista. Nel 1979, il popolo dell'Iran rovesciò lo Scià. Il chierico esiliato, l'ayatollah Khomeini, ritornò a governare l'Iran. Si arrivò ai regolamenti di conti, squadroni della morte e caos. Morente di cancro, lo scià ottenne asilo negli Stati Uniti. Il popolo iraniano scese in piazza davanti all'ambasciata degli Stati Uniti chiedendo che lo scià fosse restituito, processato e impiccato.
Una voce fuori campo introduce così il contesto in cui si svolgono i fatti narrati nel film, ambientato a cavallo tra il 1979 e il 1980, tra Stati Uniti e Iran.

In piena rivoluzione islamica, il popolo iraniano, alla fine del 1979, manifesta davanti all'ambasciata americana, fino a superare i cancelli e a fare irruzione. I diplomatici statunitensi vengono presi in ostaggio, ma sei cittadini americani riescono fortunatamente a fuggire e trovano rifugio presso l'abitazione dell'ambasciatore canadese. A differenza di altri lui ha accettato di nasconderli, nonostante tutti i rischi del caso.
Due mesi più tardi i sei sono ancora lì.
Il governo statunitense, in collaborazione con quello canadese e con la CIA, sta cercando un piano per liberarli. Per questo viene interpellato il miglior esfiltratore al mondo, Tony Mendez, interpretato dallo stesso regista Ben Affleck. 
Sarà proprio lui a elaborare il piano per tirare fuori quei sei americani dall'Iran antiamericano. L'idea gli viene guardando col figlio un film fantascientifico, durante il quale pensa che sarebbe una buona copertura per l'operazione di esfiltrazione un film di fantascienza del genere, da girare in Iran. 
Così viene costruito un finto studio cinematografico, viene comprata una vera sceneggiatura (quella di Argo appunto), vengono pubblicati articoli sul film in molte riviste: insomma, agli occhi dell'America e del mondo, Argo non è un film diverso dai tanti fantascientifici ambientati in posti esotici che riempiono cinema e tv. È a tutti gli effetti un vero film.
Quando tutti i dettagli sembrano essere al loro posto Tony Mendez parte per l'ennesima missione sotto copertura ad alto rischio di fallimento, ha un nome falso e un falso mestiere, quello di produttore. Ha anche nuovi documenti e nuove vite per i sei americani nascosti da mesi in territorio nemico: saranno i componenti canadesi di quella troupe cinematografica, appena atterrata in Iran per studiare le location del film. 
Riuscirà Argo a salvare a tutti la vita?

C'è bisogno di dire di un film che ha vinto l'Oscar che è un bel film? 
Oscar a parte, a me è piaciuto, molto. Non conoscevo la storia, vera, di Tony Mendez e di quei sei, vittime casuali di politiche sbagliate. Sinceramente, mentre guardavo il film, non sapevo nemmeno se i fatti fossero reali o di fantasia, ma i titoli di coda mi hanno tolto ogni dubbio, dato che mostrano accostate le facce dei veri protagonisti della vicenda con quelle degli attori che li interpretano. Successivamente, leggendo qua e là su internet, ho scoperto che il film è tratto da un libro omonimo dello stesso Tony Mendez e di Matt Baglio.

Argo è un film da me consigliatissimo, per momenti in cui si cercano palpitazioni e tachicardie. 
Ero molto in ansia io e non facevo altro che chiedermi se ce l'avrebbero fatta o no quei disgraziati, perché tutto davvero si gioca nel giro di piccoli avvenimenti che se fossero avvenuti un infinitesimo di secondo prima o dopo avrebbero cambiato le sorti della storia. 
Una seconda parte del film da togliere il fiato.

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