17 marzo 2014

Lady Susan, Jane Austen

Mia cara Alicia, che errore imperdonabile è stato sposare un uomo della sua età! Abbastanza vecchio da essere rigido, schiavo delle formalità e malato di gotta; troppo vecchio per essere piacevole, e troppo giovane per morire.
Fatemi essere sintetica, una volta tanto. E fatemi essere anche meno politicamente corretta del solito, ché quando ci vuole ci vuole. Se è vero che, come dice la Lucianina nazionale, certe cose si risolvono solo con un vaffanculo, è altrettanto vero che certe persone possono essere apostrofate solo così:
Ops.
Ebbene sì, ho cercato perifrasi più educate, ma niente avrebbe reso perfettamente l'idea e poi, ne sono certa, Lady Susan non si offenderebbe se leggesse, anzi forse ci riderebbe su e mi direbbe che la mia è tutta invidia, che lei sarà felice e vivrà una vita agiata con un marito ricco e innumerevoli amanti più giovani. Quando si dice capire tutto della vita, eh?
Ma Lady Susan non può essere racchiusa in quell'unico aggettivo, sarebbe troppo poco. È un'arpia civetta, rimasta da poco vedova, ma certo non per questo demoralizzata e triste. Tutt'altro. Non fa che rovinare i matrimoni delle altre e cerca in tutti i modi di far sposare la figlia Frederica con un uomo davvero triste. Per fortuna intervengono i suoi zii, in particolare la zia Mrs Vernon che non si lascia affatto incantare dalla dialettica della cognata e, nonostante l'apparenza docile e gentile, continua a non fidarsi affatto di lei. E fa bene!
Non che mi trovi d'accordo con la moda attuale di conseguire una perfetta conoscenza delle lingue, delle arti e delle scienze; è tempo sprecato: essere maestre di francese, di italiano, di tedesco, di musica, di canto, di disegno ecc., può concedere a una donna un certo plauso, ma non aggiungerà un solo amante alla sua lista. Grazia e buone maniere restano, in ogni caso, le doti più importanti. Non pretendo, quindi, che l'istruzione di Frederica oltrepassi la superficialità e mi soddisfa l'idea che non rimarrà a scuola così a lungo da imparare qualcosa per intero.
Il romanzo è scritto in forma epistolare. A parte la conclusione, sono riportate 41 lettere scritte e ricevute da tutti i personaggi della storia: Lady Susan, Mrs Johnson (la degna amica), Mr Vernon (il cognato), Mrs Vernon (la cognata), Frederica (la figlia), Lady De Courcy (la madre di Mrs Vernon), Mr De Courcy (il fratello di Mrs Vernon), Sir Reginald (il padre di Mrs Vernon).

Tutto si svolge in un centinaio di pagine che si leggono in poche ore, con molti sorrisi. Una lettura breve, ma molto piacevole, che consiglio.
Jane Austen è molto ironica, prende in giro la civetteria e le bassezze di una donna dalla vita mondana senza il benché minimo affetto famigliare, per poi punirla alla fine. Dopo innumerevoli giri, sembra voler comunicare l'autrice, quello che deve succedere succede. In fin dei conti sembra quasi una fiaba, con una matrigna e una giovane fanciulla triste in attesa del principe azzurro. E come in ogni favola che si rispetti tutti vissero felici e contenti, più o meno.

Lady Susan comunque dimostra che le donne di oggi non si sono inventate niente con il toy boy. Se fosse vissuta oggi avrebbe avuto una vita molto più semplice, è come se già la vedessi al Grande Fratello, se va bene, o addirittura in Parlamento, se va proprio benissimo. Sì, nell'era moderna Lady Susan si sentirebbe proprio a suo agio.
Non mi è piaciuto fin dall'inizio, e vi assicuro, signore, che non si tratta di un capriccio; mi è sempre apparso sciocco e arrogante e antipatico, e adesso è anche peggiorato. Preferirei guadagnarmi il pane, piuttosto che sposarlo.
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