9 marzo 2014

Sempre di domenica #26 [tra l'altro, di 8 marzo e grande bellezza]

1- Lettera a te (al quale ho prestato un libro), bellissime parole di Simo che dovrebbero leggere proprio in tanti. Io, per evitare, i miei libri li presto proprio raramente, col contagocce.

Più che altro evita, ma evita, che il mio libro faccio il giro del parentado. Perché io so che ce l'hai te e invece tu l'hai dato a tua sorella che l'ha prestato al suo moroso che l'ha dato a sua cognata che l'ha dato a Cristina che l'ha prestato a Roberta che l'ha consigliato a Palmira che l'ha consegnato a Grazia che l'ha dato a Graziella e, grazie al cazzo che poi mi torna distrutto.

Non solo, alla fine manco vi ricordate di chi è sto libro. E nessuno ha voglia di conoscere la filiera e la rintracciabilità di un libro, come se fosse il latte della Lola, e quindi finisce che magari Graziella lo porta a una bancarella dell'usato o allo scambio libri della scuola dove un bimbetto dispettoso lo prende, lo porta in cortile, se lo dimentica e ti ci caga sopra un piccione.
No, dico, ma ti sembra la giusta fine di un mio libro?
2- Il maestro di Cipì. Qualche giorno fa ho letto della morte di Mario Lodi, prima che arrivassi alla fine dell'articolo già si era accesa una lampadina nella mia testolina che mi diceva che forse era lo scrittore di Cipì. Non mi sbagliavo. Cipì è il primo libro che mi ricordo di aver letto tutto da sola, è ancora adesso in mezzo agli altri libri, con la copertina praticamente inesistente e le pagine un po' scarabocchiate. Della storia non ricordo molto, infatti quasi quasi mi è venuta voglia di rileggerla, però non so che effetto mi farebbe. Forse preferisco che rimanga annebbiata tra i ricordi della mia infanzia. Vedremo. 
Qual è stato il vostro primo libro?

3- La grande bellezza di mia mamma. Oh, io sono patriottica e sono felicissima che un film italiano abbia vinto l'Oscar. Siamo tutti contentissimi, come quando l'Italia vince i mondiali e qualche atleta sconosciuto, che tornerà sconosciuto due minuti dopo, fa suonare l'inno alle Olimpiadi. Se l'Italia trionfa noi siamo felici. Per quanto riguarda il film di Sorrentino io non c'ho capito niente, ho rischiato seriamente di addormentarmi nella prima mezz'ora, poi mi sono ripresa e, ai titoli di coda, avevo tipo 173654280 punti interrogativi sopra la mia testa. Oscar a La grande bellezza perché nessun film mi ha mai fatto sentire tanto idiota. Grazie Paoletto. E, visto che proprio non c'ho capito niente, davvero potenzialmente questo film potrebbe essere bellissimo, potrebbe essere qualsiasi cosa. Toni Servillo è fantastico e Jep Gambardella mi ha messo addosso solo tanta tristezza e un sacco di rimpianti per la vita che avrebbe potuto avere, e non ha avuto, con Elisa. Tutto il resto è...boh, qualcosa di non pervenuto. 
A proposito di Oscar, segnalo questo generatore di discorsi di ringraziamento di Sorrentino, e poi gli Oscar di Makkox, se vi siete persi Gazebo (ed è gravissimo se non vedete Gazebo).


5- Favole. L'8 marzo.
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