13 marzo 2014

Su Papa Francesco

Quello che segue è un post riciclato dell'anno scorso, scritto altrove sul web. 
C'è stato un tempo in cui la sera dicevo le mie preghierine. 
C'è stato un tempo in cui c'era un prete che era pazzo di me, e anch'io di lui. Aveva gli occhi buoni e mi diceva tante cose belle. In cambio io gli facevo anche i disegni quando veniva a benedire casa per Pasqua.
Una volta è andato a fare un viaggio a Gerusalemme e da lì mi ha portato un rosario di legno, quando me l'ha regalato mi è spuntato un sorrisone. Ce l'ho ancora, in un cassetto del comodino. Sempre nello stesso cassetto c'è un libricino che mi ha regalato una mia zia tanti anni fa, è su San Francesco.
C'è stato un tempo in cui litigavo con la mia mamma quando sosteneva che il protettore degli animali fosse Sant'Antonio. Chiaro che no! Chi, se non San Francesco, può essere il santo degli animali?
Ora, io sinceramente non lo so chi avesse ragione tra noi (probabilmente lei, è più esperta di me in queste cose), non so chi sia il santo degli animali, ma so qual era il mio: San Francesco. Se i santi si tifassero come le squadre di calcio, sarei stata una sua ultrà. 
Forse lo sarei ancora. Anzi, togliamolo questo condizionale. San Francesco mi piace. Indicativo presente.
Sarà che ha camminato per i miei posti, sarà che ha amato gli animali, sarà che si è spogliato di tutti i suoi beni, sarà che si è fatto portavoce di una chiesa povera, ma San Francesco nel mio immaginario è una specie di hippie, un inascoltato rivoluzionario. Per questo mi piace. 
Non so se sarà mai possibile costruire una chiesa francescana, probabilmente no, ormai siamo proprio troppo oltre ogni limite, quello che voglio dire è semplicemente che secondo me Bergoglio ha scelto il nome più bello che poteva scegliere. Ai miei occhi ha guadagnato dieci punti, ora vediamo chi è, che cosa ha fatto finora, che cosa farà.
E vediamo se sarà Francesco anche nei fatti e non solo nel nome.

Il mio rapporto con la chiesa ha attualmente raggiunto i minimi storici. È probabile che Giovanni Paolo II resti nei secoli dei secoli il mio unico Papa, l'unico che ho sentito davvero mio, forse solo perché ero più piccola e ingenua. 
Ho aperto, qui accanto alla tastiera, il mio diario del 2005. Tra una lettera mai consegnata, scritta su un foglio del raccoglitore di matematica, e un foglio azzurro con sopra attaccate foto di Francesco e Antonino di Amici, c'è il 19 aprile. Quel pomeriggio ho visto la prima fumata bianca della mia vita
Mi avevano sempre detto che quando moriva il papa non si andava a scuola, che si stava a casa in segno di lutto. Invece niente. Giovanni Paolo II è morto e il giorno dei suoi funerali ci hanno portato alla messa. All'epoca non ce l'avevo con la chiesa, facevo ancora il primo liceo e di quel papa polacco sentivo già, sinceramente, la mancanza. Per questo quella messa mi ha anche emozionato. I rappresentanti d'istituto distribuivano foglietti colorati con le parole di Giovanni Paolo II indirizzate a noi giovani. Il mio foglietto, rosa, è attaccato con lo scotch qualche pagina prima del 19 aprile, giorno della prima fumata bianca della mia vita appunto. Ecco che cosa scrivevo: È stato eletto il nuovo Papa!!! Si chiama Joseph Ratzinger, è tedesco ed era uno dei maggiori collaboratori dell'ormai ex-papa. Speriamo che sia in gamba, che continui sulla strada di Giovanni Paolo II. Il suo nome papale è Benedetto XVI. Un po' il Papa mi mancava, ora ce n'è uno nuovo. Al Vaticano c'era una folla felice, la stessa folla che due settimane fa piangeva il Grande Papa. Da una parte ciò non è mica giusto. W Papa Benebedetto XVI
In otto anni il mio entusiasmo per Benedetto e per la chiesa tutta è drasticamente diminuito. Si nota per caso?
Non credo tornerà mai più un tempo in cui pregherò la sera.
Quel prete dagli occhi buoni a cui regalavo i miei disegni mi vuole ancora bene però e io ne voglio a lui, sinceramente. 
Non so se è possibile una mia parziale riconciliazione con la chiesa. So che l'unica chiesa che voglio e che posso sopportare è quella di San Francesco. Altre non dovrebbero esistere. San Francesco è ancora il mio rivoluzionario. Forse è per colpa sua se trovo sempre qualcosa di bello in ogni Francesco che incontro. 
Da Papa Francesco I non mi aspetto aperture ai matrimoni gay, come non mi aspetto che spontaneamente dica che pagherà l'Imu. Queste son cose che mi aspetto dal mio Stato, quando avrà un governo. 
Da Papa Francesco vorrei un Vaticano che si facesse gli affari suoi, che non si impicciasse di chi abbiamo al governo, dei crocifissi nelle scuole, di che cosa votare ai referendum. 
Vorrei una chiesa meno ipocrita e meno ricca.
Vorrei che i preti potessero sposarsi.
Vorrei che i preservativi non venissero considerati peccati mortali contro dio.
Vorrei che fosse eliminato quel latino che non capisce più nessuno. 

Quando parlo di chiesa parlo di potere e di influenza sulle persone, non di fede. Per come la vedo io ormai fede e chiesa sono due cose che camminano su binari paralleli. L'alta gerarchia ecclesiastica temo abbia dimenticato i valori del Vangelo. Paradossalmente forse ci credo più io, che dico di non crederci in dio, di loro. 
Insomma, il papato di Francesco I non può che farmi riavvicinare in qualche modo alla sua chiesa, più lontano di così è difficile che possa andare. Non so niente di lui. Guardando la fumata bianca non ho provato la stessa emozione di otto anni fa, ero solo curiosa di vedere che faccia aveva il nuovo papa. Non posso dire che non me ne frega niente, il papa è una figura purtroppo troppo importante e influente per fregarsene. 
In queste ore mi sono lasciata contagiare dall'entusiasmo per questo nome dal messaggio bellissimo che nessuno si era mai dato finora. FrancescoMi aspetto che in qualche modo ora lo onori. 

In otto anni ho perso la fede per strada, papa Francesco al momento non è il mio capo spirituale, quindi potrei benissimo continuare a stare zitta come ho fatto finora con le dimissioni di Benedetto. Eppure, nonostante io abbia lasciato la mia fede appigliata a qualche dolore e ingiustizia passata, credo che l'elezione di un nuovo papa riguardi anche me, perché la chiesa è solo in minima parte fede e spiritualità, per tutto il resto è politica e potere.
Non potrebbe che farmi piacere una chiesa migliore di quella di oggi. E se il nuovo papa agirà seguendo davvero San Francesco credo che qualcosa di buono ne uscirà fuori.
Abitando in Umbria ho visto tante chiese francescane, nella mia regione e anche in Toscana, luoghi dove si racconta che San Francesco sia passato, luoghi che in molti casi mantengono una certa povertà negli arredamenti, cosa che non è vera ad Assisi. Oltre alla famosissima basilica ci sono tante chiesette sconosciute più in linea con il pensiero francescano. In una di queste, in Toscana, c'era una scritta che mi sembra adatta a oggi. Diceva così: se credi prega, se non credi ammira, se sei sciocco scrivi sui muri.
Morale di questo lungo discorso: Bergoglio si è scelto il nome che mi sarei data anch'io fossi stata al suo posto, ma un Francesco, di per sé, non fa primavera. Non prego e non scrivo sui muri, però posso sempre osservare.

Sogno un'Italia che sia laica, ma temo che il giorno in cui potremo dire di vivere in un vero Stato laico sia ancora lontano anni luce per noi. Forse non avremo mai nemmeno l'occasione per dirlo in questa vita.

Oggi da quella fumata bianca è passato un anno. Il Papa che si è chiamato Francesco ha detto e fatto molto più di quello che mi sarei aspettata, tanto che a casa mi prendono pure un po' in giro perché non ho sempre da ridire qualcosa sul Papa, cosa che prima era all'ordine del giorno. La mia fede non è cambiata, almeno non mi sembra, e credo tuttora che la chiesa col suo oro e le sue guerre sia qualcosa di profondamente contraddittorio rispetto al Vangelo, però Papa Francesco, inutile negarlo o giocare a fare l'alternativa, mi piace. In certi momenti mi sono ritrovata a essere più in sintonia coi suoi pensieri e le sue azioni piuttosto che con quelle dei politici, anche di quelli che avrebbero dovuto rappresentarmi, il che, per una come me, è una cosa incomprensibile. Era pure inimmaginabile, un anno fa. Se davvero Papa Francesco vincesse il Nobel per la Pace io sinceramente non avrei nulla da ridire, se l'ha vinto Obama con qualche guerra di troppo, perché non potrebbero davvero assegnarlo a quell'uomo dagli occhi buoni e il sorriso contagioso venuto dalla fine del mondo? Ecco, se lo danno a Putin qualche problema ci sarebbe.
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