21 ottobre 2014

La briscola in cinque, frasi [Marco Malvaldi]


Capita, talvolta, quando sei bambino piccolo, che i bimbi più grandi ti dicano di andare con loro a giocare: da soli, senza che le mamme ce li costringano. È come essere ammessi a un rito, qualsiasi puttanata facciate ti diverti tantissimo, e ti resta una giornata da ricordare. 

Dunque, le ciabatte. Dove sono le ciabatte? Ciabattine belleee... Oh, menomale. Madonna che saporaccio in bocca, mi sembra d'avere mangiato un chilo di polvere. Caffè, ora. Meno male che c'è il caffè. Ma chi sarà stato il ganzo che ha inventato il caffè? Dev'essere cugino di quel genio che ha inventato il letto. Premio Nobel a tutti e due, altro che Dario Fo. A loro, e a quello che ha inventato la Nutella. In chiesa, al posto della statua di San Gaspare. Perlomeno si vedrebbe un po' più di devozione sincera. 

Madonna come sono muscolosi. Palestrati, s'intende. Nulla di speciale. Migliaia e migliaia di ripetute e il bicipite si gonfia, ma è tutta una finta. Pettorali alla fecola di patate, che se uno ci tira un cazzotto glieli sposta sulla schiena e gli ci fa la gobba. Sì, però intanto loro il fisico ce l'hanno e te sono due anni che ti dovresti iscrivere in palestra, vero? Solo che ora fa troppo caldo, poi d'autunno ricomincia il campionato, a gennaio già mi tocca stare un mese a digiuno per riprendermi da Natale e vuoi che vada in palestra? Così ci tiro il calzino e non se ne parla più? E poi febbraio è un mese che non conta, a marzo arriva primavera e io non ho voglia di fare veramente una sega, e poi è di nuovo estate e te ti ritrovi col tuo solito, abituale fisico a gruccia. D'altronde hai studiato tanto...

Io sono basso perché il peso der mi' cervello è una vita che mi stiaccia.

Sa, quando a Newton chiedevano come facesse a risolvere dei problemi così complicati come quelli che affrontava lui rispondeva che era facile, bastava pensarci continuamente. Io non sono Newton, questo di sicuro... - pausa per versarsi un po' di tè ma se non capisco qualcosa non c'è verso di liberarmene, mi ci assillo tutto il giorno e tutti i giorni finché non lo capisco.
- E se non lo capisci?
- Ah, non c'è motivo di preoccuparsi. Prima o poi mi viene in mente un problema nuovo, e quello vecchio me lo dimentico.

Allora, se fossimo in un giallo di Agatha Christie uno ucciderebbe solo per soldi, oppure la prima moglie che credeva morta e allora si è risposato, la moglie è sortita fuori e allora verga! La chiudi in uno stanzino con un coccodrillo e sei a posto. Nei gialli di Nero Wolfe invece sono sempre ricattatori fatti fuori da vittime vessate, padri che impediscono matrimoni di figlie, così via. Si uccide sempre di sponda, per ottenere qualcosa. Non è che uccidi uno perché lo odi, rimuovi un ostacolo. Nei gialli. Invece, nella vita reale, quasi sempre ammazzi la sòcera perché sono vent'anni che ti sbrindella i coglioni. 

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