12 novembre 2014

Bella addormentata // Bellocchio, 2012

La storia di Eluana Englaro era uno degli argomenti più gettonati per il tototema dell'anno in cui io ho fatto la maturità. Non mi sarebbe dispiaciuto avere la possibilità di mostrare la giovane donna laica che ero diventata, in quei cinque anni di liceo, ma il Ministero, come spesso accade, scelse altro rispetto ai pronostici.
Sono passati quasi sei anni da allora, da quando gli ultimi giorni di vita di Eluana riempivano i telegiornali, da quando l'Italia si era svegliata più bigotta del solito, e tutti fingevano di credere che Beppe Englaro fosse l'unico al mondo ad aver pensato di interrompere l'alimentazione di sua figlia, che viveva (?) in quello stato vegetativo da ben diciassette anni.
Nel 2009 al governo c'era Berlusconi, che si fece portavoce dell'ala più cattolica, contraria alla libertà di scelta delle persone, contraria a ciò che a me appariva, e appare ancora oggi, come un diritto civile di ognuno di noi. Per evitare quell'assassinio dato in pasto ai mass media si impegnò personalmente per votare d'urgenza una legge ad hoc, ad personam, ancora una volta, a lui riusciva bene farlo di solito, ma non fece in tempo con Eluana.

Bella addormentata, film del 2012 di Bellocchio, si svolge proprio in quei giorni lì, quando Eluana viene portata a Udine, dove ci sono medici disposti a interrompere la sua alimentazione forzata. La sua storia, comunque, fa solo da sfondo e cornice alle vicende sofferte delle altre belle addormentate del film, anzi il plurale penso sia sbagliato, di bella addormentata ce n'è solo una: una ragazza che vive in stato vegetativo da tempo e che è incapace di esprimere pareri, pensieri e bisogni. Non si sveglierà mai più, ma la madre, ex attrice di talento, ha deciso di dedicarle la vita, di sacrificare il suo mondo per pregare. Per quella figlia che vive (?) a letto, attaccata a un respiratore e a un alimentatore, non sacrifica solo il teatro, ma anche la sua famiglia. Vegeta, come lei.
Rossa non è addormentata, non in senso letterale almeno: è una tossica che vuole togliersi la vita, ma viene salvata da un medico che la tratta come una persona e non come una malata. La riprende mentre cerca di buttarsi dalla finestra, perché è questo che si fa: se vedi una persona che si vuole buttare di sotto tu la salvi d'istinto, senza chiederti se è giusto o no. Alla fine la bacia ed è come se le ridasse la voglia di vivere. Forse potrebbe essere anche lei la bella addormentata di Bellocchio, pensandoci. Anzi, adesso penso proprio che sia lei.
Infine c'è la moglie di Uliano Beffardi, senatore del Pdl, anche lei malata, anni prima, aveva chiesto al marito di aiutarla a porre fine a quell'insensata sofferenza e lui aveva accettato. Beffardi è un uomo di destra, ma laico, un politico con ancora una coscienza che non vuole tradire, perciò decide di non votare la fiducia a quella legge di Berlusconi provita di Eluana e, addirittura, di dimettersi. Ha anche una figlia, Maria, che invece è contraria all'interruzione di qualunque forma di vita. Maria è a Udine in quei giorni confusi, prega, loda dio, poi conosce Roberto, che è dall'altra parte della barricata, ci passa una notte ed è subito amore, per lei.

Certamente Bella addormentata non è il film più bello che ho visto sull'argomento, Mare dentro e Million dollar baby per me sono superiori per esempio, però credo che valga la pena vederlo, per una serie di motivi:
1) L'eutanasia viene affrontata da punti di vista diversi e alla fine sinceramente ero un po' incerta sul confine in cui finisce la nostra libertà di scelta e inizia la libertà di provare a salvarci degli altri. Perché, mi sono chiesta a un certo punto, non mi dà fastidio che un medico si metta in mezzo e impedisca ripetutamente a una donna di suicidarsi?
2) C'è Michele Riondino in ottima forma!
3) Perché l'amore cambia il modo di vedere le cose. Sì, la frase è da Baci Perugina, però in certi contesti tanto drammatici non credo che sia tanto fuori luogo. (Certo fuori luogo è parlare d'amore dopo una notte di sesso con uno appena conosciuto, ma questa è un'altra storia.)
4) Per i video del 2009, quelli dei discorsi di Berlusconi, per dirne uno. Non me li ricordavo più, invece ha davvero detto che Eluana era viva, perché aveva un regolare ciclo mestruale.
5) Per il discorso preparato e mai pronunciato in Parlamento dal senator Beffardi, interpretato da Toni Servillo. Mi è piaciuto molto. Probabilmente l'esistenza di un senatore del Pdl con una coscienza, che addirittura si dimette al primo mandato rinunciando anche alla pensione, è l'unico vero riferimento al mondo fiabesco, l'unico vero elemento completamente staccato dalla realtà. Il discorso, comunque, è il seguente:
Io non posso tradire la mia coscienza, perciò voterò contro questa legge. Voterò contro questa legge e poi mi dimetterò da senatore. Anch'io ho vissuto una tragedia analoga a quella di Beppe Englaro, ho perso mia moglie che amavo immensamente. Quando la sua sofferenza è diventata insopportabile ho acconsentito, sì, ho acconsentito e contribuito ad abbreviarne l'agonia. Mia moglie stava morendo e io, che non sono credente, anzi forse proprio perché non lo sono, avrei fatto di tutto per tenerla in vita una settimana, un giorno di più. Una settimana, un giorno di più. Mia moglie invece era molto credente, pregava, supplicava dio perché la morte arrivasse il prima possibile, il prima possibile. Non è paradossale? Lei mi ha chiesto di aiutarla a mettere fine alla sua sofferenza e io ho accettato di farlo. Per qualcuno questo è un atto di coraggio, per altri un atto vile, meschino, se non criminale, per me è stato soltanto un atto d'amore per mia moglie. Un atto d'amore per mia moglie. Un atto d'amore per la sua libertà. Non credo nella teologia del dolore, della sofferenza, io trovo che la sofferenza non nobilita l'uomo, lo umilia, lo spezza. Quello che è accaduto a me accade in molte famiglie italiane, in questo sta l'eccezionalità del dramma di Beppe Englaro, la sua grandezza, sì la sua grandezza, nell'aver voluto, in questa Italia cinica e depressa, agire nel rispetto della legge, anche se i medici, gli amici, gli avranno consigliato di risolvere la cosa in famiglia, nonostante queste amorevoli dissuasioni, lui si è rifiutato di scendere nella clandestinità.

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