6 novembre 2014

Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo

Volevo questo libricino da moltissimo tempo, da quando ho iniziato a leggere cose belle su di "lui", da quando ho iniziato a conoscere Francesco Piccolo sul divano rosso della Dandini, quello su cui si accendevano le luci in seconda serata. Ecco, lo volevo da allora, da quando ho cominciato a nutrire per l'autore un certo fascino. Probabilmente nel frattempo sono passati più anni di quelli che mi sembrano. Ehm...sì, sto invecchiando.

A ottobre finalmente l'ho letto, quasi subito dopo Il desiderio di essere come tutti ho continuato la conoscenza di Piccolo ed è stato ancora un piacere.

Momenti di trascurabile felicità ha un titolo che è bellissimo e che, da solo, mi ha incuriosita nel profondo. 
Sono affezionata, per mia natura, alla bellezza delle cose piccole, quelle che diamo per scontate, quelle su cui non ci fermiamo a riflettere, quelle cose normali, banali, quotidiane che non notiamo quasi mai. Francesco Piccolo, con questo quadernino di pensierini più o meno condivisibili, prova a fare questo: a tirarci per la manica, a farci voltare, a farci fermare a guardare per un istante che cosa ci circonda, anzi di che cosa ci siamo circondati. 
Le vite di ognuno di noi sono piene di momenti di trascurabile felicità, che spesso tendiamo appunto a trascurare, presi come siamo dalla fretta di adempiere ai nostri doveri. Credo che, una volta letto questo libricino, prima di ignorarli ci penseremo un attimo su, magari prenderemo appunti mentalmente e magari magari, se siamo proprio volenterosi e fortunati, li scriveremo anche noi su un quadernino che diventerà importante, sempre di più, giorno dopo giorno. Sicuramente per le case editrici sarà trascurabile, ma per noi sarà un libro bellissimo, che ci metterà davanti alla meraviglia delle cose semplici, nascosta in certi odori, colori, dentro le persone che occupano il nostro tempo.

Per tutti questi motivi, pur non essendo un libro imperdibile secondo me, io lo consiglio. Perché fa sorridere, arricciare il naso, scuotere la testa, fa ripensare ai pensierini delle elementari e, cosa ancora più bella, fa venire voglia di riscriverli anche da grandi.

p.s. Finalmente qualcuno che ha trovato il coraggio di dire che On the road non gli è piaciuto!!!

Ho buttato dalla finestra (l'ho fatto davvero), dopo essermi imposto di leggerlo fino alla fine, On the Road di Jack Kerouac e per anni ho fatto finta che mi fosse piaciuto perché pensavo che bisognava dire così.

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