9 novembre 2014

Sempre di domenica #35


1- C'erano una volta i bruchi, sì...ma quali? Avete presente quella frase di non ricordo chi, quella che dice Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il mondo lo chiama farfalla? Ecco, per questa carrellata di before and after la metamorfosi calza proprio a pennello.
2- Donne al quadrato è un brano di Antonia Storace, che ha un blog che leggo da tempo e che sicuramente leggerete anche voi non appena lo scoprirete (se non lo conoscete già), perché lei scrive così meravigliosamente bene da far venire i brividi, ogni volta. Il brano che ho linkato l'ha scritto quasi due anni fa, il quarto commento al suo post è il mio e ci tengo a sottolinearlo che le sue parole mi avevano commossa prima che sul web venissero attribuite ad Alda Merini, prima che le leggessero alla radio. Qui si può leggere del bel percorso (meritato) di quelle donne al quadrato che non possono lasciarci proprio indifferenti.
Ci sono le Donne. E poi ci sono le Donne Donne. E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare. Devi spazzare via, con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto, a bassa, bassissima voce. Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno - in un'agonia lenta e silenziosa - al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed tuoi passi allontanarsi. Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po' ammaccate quando il sonno le stropiccia. Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a sé stesse. Ma, appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.
3- Fotografa di cani. Ché siate amanti o no dei migliori amici dell'uomo, non potete dirmi che queste foto non sono bellissime. Non ci provate proprio.
4- Sassi in equilibrio. Lui si chiama Michael Grab e dev'essere una specie di mago, a giudicare dalle sue opere.
5- Quando era più difficile, un post di Chiara di Ma che davvero?, una riflessione sull'infanzia oggi.
In questo mondo dove con un click scarichi qualsiasi film, dove la tv dei bambini ha dieci canali che sparano cartoni a ruota, dove appena esce un film o un cartone esce anche un carico di merchandising a buon mercato, dove il tempo della noia è diventato il tempo dell’iPad con le sue App educative o euforizzanti, lei non fatica per avere nulla. Non le manca niente. E quando niente manca, tu non costruisci nulla per riempire il vuoto. E il vuoto serve. Nel vuoto ti vengono le idee, che non riescono a farsi spazio e risuonare in questo mondo sovraccarico di stimoli dove abitiamo. Nel vuoto provi dei sentimenti che il rumore anestetizza. Tipo la noia. La noia è la migliore amica della creatività. La creatività, a sua volta, è la migliore amica dell’autoaffermazione. Della definizione di sé e dei propri sentimenti. E certo è bellissimo avere tutto a disposizione. Però ci toglie il poter disporre di quelle parti di noi che si attivano in caso di necessità. Non posso che chiedermelo. Forse si stava meglio prima… quando c’era meno. E quel meno arrivava tardi. Così tardi che intanto te l’eri già fatto da solo.
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