19 novembre 2014

Taxi driver // Martin Scorsese, 1976

Per la serie Film che tutti hanno visto ma io no l'altra sera è stata la volta di Taxi driver, che a suo favore aveva a priori la presenza di Robert De Niro. Io quasi quasi appiccicherei in camera anche il poster del De Niro settantenne di oggi, figuriamoci che effetto mi fa il De Niro di quasi quarant'anni fa. 

L'unica cosa che conoscevo di questo superclassico del cinema, oltre alla presenza del mille volte sopracitato De Niro, era una scena, la seguente:

Per il resto non avevo niente in mente che collegassi a Taxi driver, non avevo idea neanche di che cosa parlasse. Sì, lo so, sono un'ignorante.

Il taxi driver di Scorsese è Travis, un ex marine, reduce dalla guerra del Vietnam. È un uomo complicato, solo, che non riesce mai a dormire. Frequenta i cinema vietati ai minori, passa le notti girando per la città in metropolitana, fino a quando decide di sfruttare la sua insonnia per lavorare. Così, visto che non riesce a dormire, diventa un tassista e inizia a trascorrere le notti a bordo del suo taxi giallo, vagando per tutta la città, anche nei peggiori quartieri, ché per lui non fa nessuna differenza. Di giorno scrive un diario e continua a stare sempre per conto suo. Indifferente, depresso.
Per lui le cose sembrano cambiare quando conosce una ragazza, Betsey, impegnata per la campagna elettorale di Palantine. Gli sembra bellissima, intelligente, con lei addirittura Travis riesce perfino a ridere, lui che di sorrisi ne regala davvero pochi.
Purtroppo Taxi driver non è un film romantico, lo sarebbe stato se Travis non avesse dato appuntamento alla sofisticata Betsey in un cinema a luci rosse, lo sarebbe stato se lei avesse indovinato un forte disagio dietro la scelta sbagliata di quell'uomo strano che l'aveva incuriosita. Invece non succede niente di tutto questo e Betsey lascia andare quel meraviglioso De Niro che aveva ai suoi piedi (ma come si fa???). Betsey lascia che Travis precipiti verso il baratro, permettendo al film di prendere la piega che l'ha reso celebre in tutti questi anni.
Oggi è l'otto giugno, la mia vita ha preso di colpo un'altra piega, i giorni passavano senza niente di nuovo uno dopo l'altro, impossibile distinguerli, tutti uguali, tutti in fila. Poi all'improvviso ecco il cambiamento.
Il cambiamento sta nella decisione di Travis di acquistare un'arma, vorrebbe ucciderci Palantine, che lui vede come il simbolo di tutto quello che nella sua vita non è andato nel verso giusto. Per sua fortuna il piano salta e a lui non resta altro da fare se non provare a fare giustizia da solo, eliminando la peggior feccia della società. Tempo prima una ragazzina, Iris, era entrata di corsa nel suo taxi chiedendogli aiuto e lui adesso vuole darglielo, l'aiuto che può. Deve liberarla da chi la sfrutta, lei che è solo poco più che una bambina. Ha ancora l'arma che ha comprato, ha tutta l'intenzione di usarla, non più contro Palantine, ma contro chi fa prostituire quella ragazzina e poi anche contro se stesso. Il taxi driver riesce in parte a mettere in atto il suo piano, contro la sua volontà purtroppo resta vivo. Non solo: ora tutti sanno di lui. I mass media, inconsapevoli del suo progetto iniziale contro Palantine, lo esaltano fino a fare di lui l'eroe che ha salvato Iris dalla schiavitù, l'uomo che si è sacrificato per ridarle la libertà.
Ma lui, Travis, è tutto tranne che un eroe. Non lo era in Vietnam, non lo è adesso. È soltanto un uomo solo, che alla solitudine continua a condannarsi anche alla fine, quando ha salva la pelle, ma non ha poi così tanta voglia di vivere e cambiare. Non secondo me, almeno. Travis ha uno sguardo così contorto e buio, così inquieto e triste, che sarà sempre condannato a vivere sul ciglio del baratro. Forse una mano amica potrebbe salvarlo, ma la troverà? E se anche la trovasse il taxi driver più famoso di sempre sarebbe ancora disposto ad afferrarla? Io non credo, ma di questo nel film non c'è certezza.

L'unica certezza è che questo è uno di quei classici che ho fatto bene a recuperare, non solo per lo splendido De Niro di quarant'anni fa. Sappiate tutti, comunque, che se io fossi stata Betsey il film avrebbe preso tutta un'altra piega!



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