28 gennaio 2015

Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte *

Negli ultimi due mesi ho scoperto molte cose.
Ho scoperto che lavorare in fabbrica mi lascia molto tempo per cantare con la mente, mentre c'è troppo rumore per parlare con qualcuno. A volte canto anche con la voce, ma solo quando la sciarpa mi copre la bocca, non sia mai mi prendano per pazza anche qui.
Ho scoperto che lavorare in fabbrica mi lascia molto tempo per i film mentali e per le storie che scrivo col pensiero. Se i post si componessero telepaticamente avrei milioni di bozze per i prossimi mille anni (invece non ne ho nemmeno una e sono davvero pigrissima in questo gennaio).
Ho scoperto che la mia immaginazione è una validissima alleata, soprattutto quando la realtà non è il massimo del comfort. Per me è più semplice che per gli altri: io evado.
Ho scoperto che è meraviglioso veder nascere qualcosa dal niente e poter dire che l'ho fatto anch'io. Con le mie mani.
Ho scoperto che ci vuole molto, moltissimo tempo, e altrettanta precisione, per vedere un paio di scarpe diventare così come le ho sempre viste nei negozi.
Non ho ancora scoperto per quale strana magia le scarpe di quella marca respirino, ma respirano davvero, anche se io non ho capito come. Forse un giorno ci arriverò.
Ho scoperto che la fabbrica è un lavoro di squadra, che il bel gioco dipende da tutti.

Ho scoperto che l'alba è bella quanto un tramonto e che a volte, anche se è tardi, non posso non fermarmi per fotografarla.



[* cit. di Gibran]

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