1 febbraio 2015

In questo mese // Gennaio 2015

Aprile dolce dormire.
Come? Non è di aprile che stiamo parlando? Be', per me è stato dolce dormire comunque, anche se era gennaio.
Il primo mese dell'anno mi ha trovata spesso spiaccicata sul divano, alle prese con thè dai mille gusti e con un cielo che sembrava essere sempre sul punto di promettere la neve, salvo poi buttare giù solo pioggia. Come sono stata pigra, a gennaio. Sempre tra coperte calde e caminetto, alle prese con l'influenza e piccoli grandi cambiamenti, non del tutto improvvisi, ma comunque causa di innumerevoli nuove abitudini a cui non mi sono ancora abituata.
Gennaio di giornate sempre più lunghe, gennaio con un parcheggio un po' più lontano, per fare due passi e sgranchirmi un po' le gambe, andando a prendere la macchina. Gennaio di rientri a casa alle otto e mezza e di leggera apatia. 
Gennaio che sul finale ci ha regalato un nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per me semisconosciuto fino a due giorni fa. Ho seguito la sua elezione in diretta grazie alla #maratonaQuirinale di Mentana, come avevo già fatto per Napolitano I e II. Speriamo che Mattarella abbia una sobrietà diversa da quella del fu SuperMario Monti e che sia all'altezza del ruolo che ricopre, da ieri. 
È il mio quinto presidente. Sono nata sotto Cossiga, poi ci sono stati Scalfaro e Ciampi (il primo di cui ho un vero ricordo diretto), infine Napolitano. Ieri riflettevo sul fatto che quasi tutte le cose importanti della mia vita sono successe con lui, con Napolitano. Quando è stato eletto nella primavera del 2006 avevo un po' più di quindici anni e una vita che mi sembrava ancora tutta sole cuore e amore. Dopo Ciampi sono cresciuta, sette anni (nove nell'eccezionale caso di Re Giorgio) non sono pochi in una vita, così Napolitano mi ha visto innamoratissima, poi col cuore spezzettato, poi ancora innamorata per innumerevoli volte che non hanno lasciato tracce profonde. Mi ha visto con sogni di camici bianchi e poi alle prese con inversioni a U, mi ha visto mollare i libri e amare i numeri, mi ha visto abbandonare i numeri e riprendere le storie, mi ha visto diplomata e immatura, in lacrime e confusa. Mi ha visto zia, patentata, in mezzo ai campi, a dare ripetizioni, a cercare un senso alla mia incompiutezza. Mi ha visto sbuffare, urlare, piangere, tagliare vecchi rapporti, riuscire a fidarmi di persone nuove. Mi ha visto maggiorenne, coi capelli lunghi e poi corti e poi di nuovo lunghi.  Mi ha vista interessarmi alla politica, scrivere striscioni, innamorarmi prima di Vendola e poi, più recentemente, di Pippo Civati. Mi ha trovata alle prese con gomitoli colorati e mani profumate di dolci appena sfornati, alla ricerca di qualcosa di più, qualcosa che nel 2006 non avrei mai voluto probabilmente, qualcosa che nel 2006 nessuno avrebbe mai previsto, forse. 
Sette anni non sono pochi, affatto. Nell'ultimo giorno del gennaio 2015 mi sono chiesta più volte dove sarò alla fine del mandato di Mattarella. Che cosa vedrà, di me, il nuovo Presidente? 
Tra sette anni, magari, saremo ancora qui a parlarne, chissà. Intanto, senza predire il futuro, penso al solito riassuntino del mese passato.
Libri
Ho letto soltanto due libri, ma entrambi bellissimi.
- Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia. Su don Pino Puglisi e la sua Palermo.
- 22/11/'63 di Stephen King. Un affascinante viaggio nel tempo, per cambiare la storia del mondo. Ce la farà Jake Epping a salvare il Presidente Kennedy?
Film
- Peter Pan. Uno dei miei cartoni animati preferiti, senza dubbio. Solo chi sogna può volar.
- Qui, dove batte il cuore, una volta lo vedevo spesso, mi piacevano molto la piccola Natalie Portman e la sua bambina Americus, l'amore che c'era nonostante le difficoltà. Mi piaceva la storia d'amore col bibliotecario e mi piaceva l'ironia di certi momenti. Sì, mi piace ancora il film, lo ammetto.
- La nostra vita. Ogni tanto Elio Germano mi ci vuole, ho cercato di usarlo per riprendermi dall'influenza, ma niente.
- La mafia uccide solo d'estate. Ci stava troppo bene dopo aver letto l'ultimo libro di D'Avenia.
- Lei / Her. Non mi è piaciuto. A parte alcuni passaggi l'ho trovato noiosissimo, oltre che troppo fantascientifico (chissà fino a che punto) per i miei gusti. Ho sprecato minimo quattro serate per arrivare alla fine senza addormentarmi.
- L'ultima ruota del carro. Ancora Elio Germano con la ex Eva dei Cesaroni. Non credo che sia tra i suoi film più belli.
- Mio fratello è figlio unico. Non c'è due senza tre, ancora Elio Germano. Questo è il film in cui ci siamo innamorati e da allora non ci siamo più lasciati.
- Tutta colpa di Freud. Commedia carina e divertente, sono riuscita a sopportare perfino Vittoria Puccini che di solito mi fa uscire le bolle, stavolta l'irritazione è stata abbastanza contenuta.
- Max e Helène, film trasmesso da Rai1 in occasione della giornata della memoria, pensavo fosse più bello, l'ho trovato un po' troppo romanzato e a lieto fine, per essere un film sull'Olocausto.
- Schlinder's list. Non credo serva aggiungere altro. Avevo intenzione di passare un sabato sera al calduccio sotto le coperte, rilassandomi con un libro, quando ho visto che su Iris era appena iniziato questo film, perciò i piani sono saltati e anche il relax. Ecco, Schlinder's list è un film come si deve sulla Shoah.

Fiction e serie tv
- L'angelo di Sarajevo. Fiction Rai con Beppe Fiorello ispirata alla storia vera di Franco Di Mare. Io mi sono commossa.
3 Canzoni 
1) Le stagioni nel sole di Roberto Vecchioni. L'ho ascoltata un giorno per caso e poi l'ho riascoltata e poi l'ho riascoltata e ogni volta sento gli occhi inumidirsi.
Addio bambina, addio bambina,
non sapevamo neanche far l'amore,
tirando notte a far mattina:
noi cercavamo stelle in mare
e tu continuale a cercare;
addio ragazza, amore mio,
ricorda sempre di sorridere,
io prendo un treno che mi paga Dio:
scusa se non ti aspetterò
si prende il treno che si può:
le stagioni nel sole finiscono, lo sai,
proprio quando ti accorgi di amarle più che mai,
ma tu vivile sempre, e vivile per me,
le stagioni nel sole continuano con te.
2) Incanto di Tiziano Ferro.
Dopo un lungo inverno accettammo l'amore che meritiamo di pensare o pensiamo di meritare
3) Esistendo di Mattia Briga.
Quanti sono gli anni che devo dimostrarti...
Cose creative
- Un bavaglino ricamato a punto croce.
3 propositi per febbraio
1) Creare addobbi bellissimi per la festa di Carnevale.
2) Leggere almeno tre libri.
3) Cucire qualcosa.

Fotografie



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