6 marzo 2015

La teoria del tutto // Guardate le stelle invece dei vostri piedi

Gli scienziati hanno spesso vite affascinanti, vite di solito in bilico tra la genialità e la pazzia. Potrei elencarne di matematici famosi sia per le loro teorie che per la loro psiche malata. Quando il prof del liceo ce ne parlava aprivo bene le orecchie, più di quando si atteneva strettamente al programma, e stavo ad ascoltarlo con attenzione: lo sentivo parlare di John Nash che credeva di essere la mano destra di dio, lo sentivo parlare di quel tipo che aveva raggiunto un risultato importantissimo scrivendolo in fondo a una pagina, omettendo la dimostrazione per mancanza di spazio. Mi sembra che quel tipo fosse Fermat, il cui teorema, da lui enunciato, è rimasto indimostrato per secoli addirittura. Il mio prof era un matematico e le sue conoscenze erano più verso quel ramo della scienza, ma ricordo che un giorno ci parlò anche di un fisico, che, stranamente, non era pazzo, soltanto malato nel corpo: Stephen Hawking. Personalmente io non ero un'amante della fisica e non mi è mai interessato uscire fuori dal libro e dagli argomenti su cui venivo valutata, però di Hawking qualcosa ricordavo.

Quando ho iniziato a vedere questo film magnifico, La teoria del tutto appunto, ero abbastanza convinta di sapere verso che cosa stava andando. Ero consapevole di che genere di malattia fosse quella che aveva colpito il famoso cosmologo inglese, perciò sono partita predisposta per non lasciarmi impressionare troppo. Sì, mi ci sono preparata psicologicamente.
Tutto inutile.
Eddie Redmayne, fresco fresco di Oscar, è davvero incredibile. Ora, io sono tutt'altro che un'appassionata di cinema e recitazione, ma anche per un'ignorante tecnica come me è palese, palesissima, la bravura di questo attore che riesce a far degenerare il proprio corpo, di scena in scena. Lui è talmente "vero", talmente Hawking, che non è servito che io fossi preparata a scene forti, il film è stato comunque un pugno allo stomaco. Bellissimo. Semplicemente bellissimo, toccante, straziante, romantico, geniale.

La teoria del tutto sfiora soltanto la fisica, infatti sono davvero poche le parti incentrate sull'aspetto scientifico della vita del protagonista. Il film si basa sulla biografia scritta dalla moglie di Hawking (Verso l'infinito) e, forse per questo, perché la storia si ispira alla narrazione della donna che l'ha amato più di quanto abbia mai amato se stessa, a me La teoria del tutto è sembrato soprattutto un film d'amore, di grande amore, di un sentimento immenso che non si ferma davanti alle difficoltà, che impara a conviverci, che spera, che guarda sempre al futuro, anche quando un futuro sembra impossibile. È un amore bello, genuino, la dimostrazione che tutte le pippe mentali che ci facciamo sono solo cavolate: se un amore è vero, non c'è niente che possa impedire di viverlo. Incredibile: questo film mi ha fatto diventare anche romantica. Quello di Stephen e Jane è un matrimonio dolce, voluto nonostante tutto, vissuto pienamente con la costruzione di una famiglia con ben tre figli, è un amore che si evolve e che, alla fine, è talmente grande da fare un passo indietro e ridare la libertà.
C'era solo un "piccolissimo" particolare della vita del famoso scienziato che, nelle ore scolastiche, mi era sfuggito: il fatto che Stephen Hawking fosse ancora oggi vivo. Ho vissuto il film con l'ansia di dover vedere la sua morte, che, per il concetto che ho io di vita, a un certo punto sarebbe stata anche il minimo, ma la morte nel film non è mai arrivata, perché, ho scoperto con sorpresa poi, Hawking è ancora vivo. Per sua fortuna pare che in questi decenni non si sia mai lasciato troppo abbattere dalla grave malattia che l'ha reso infermo e incapace di parlare. Ha imparato a far convivere i suoi pensieri da cosmologo geniale, mai toccati dal morbo, con il suo corpo. E adesso è ancora alla ricerca della sua teoria del tutto, come cinquant'anni fa a Cambridge, quando pensava di avere solo due anni di vita davanti a sé. Ha ancora voglia di guardare le stelle, nonostante tutto, di alzare la testa verso quel cielo, alla ricerca di una spiegazione e di una legge elegantissima che possa dimostrare di come anche il tempo abbia avuto un inizio. La sua teoria del tutto, ancora oggi.

Buona visione, perché questo film dovete vederlo.

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