20 giugno 2015

Scrivimi ancora, Cecelia Ahern [E 4 anni di blog!]

È strano, e bello, che questo sia il libro di cui mi trovo a parlare proprio in questi giorni. Da quando ho aperto il blog è il primo anno che il 17 giugno lo lascio senza un post d'auguri, ma è anche il primo anno in cui sono davvero impegnata su vari fronti, in cui mi sento davvero sulla via di guarigione da tutte le pippe mentali che mi affliggevano quando quattro anni fa pubblicai, così per gioco, il primo post.
Dico che è bello che oggi sia qui a scrivere proprio di questo romanzo epistolare di Cecelia Ahern, perché mi sembra che il titolo sia come un invito che il blog sta facendo proprio a me: Scrivimi ancora.
Scrivimi ancora benché sia estate e tu non abbia mai, e sottolineo mai, voglia di accendere il computer; scrivimi ancora anche se hai cose migliori da fare; scrivimi ancora perché sarà bello riguardare te stessa con altri occhi tra un po' di tempo; scrivimi ancora perché sono stato io a insegnarti la costanza nella scrittura, il piacere di essere letti, sono stato io a farti conoscere persone le cui vite, anche se distanti, sono ormai parte della tua. Scrivimi ancora, giura che lo farai, giura che continueremo a festeggiare compleanni insieme, a passare estati forse un po' lontani, ma comunque vicini col pensiero; scrivimi ancora per anni e anni, proprio come hanno fatto Rosie e Alex nella loro stramba vita.
Non so se sarò così brava, come quei due, a scrivere questo blog fino a quando avrò cinquant'anni e oltre. Non so se sarò così brava da rimanere dentro questo mondo meraviglioso che ho scoperto quattro anni fa, anche se un giorno mi innamorerò seriamente e seriamente lascerò che qualcuno mi infili un anello al dito, anche se un giorno mi ritroverò alle prese con pannolini e primi passi e cene da inventare e panni da stirare.
No, non sta succedendo niente di tutto questo, per carità. Facevo solo esempi pertinenti al romanzo della Ahern, un romanzo costruito su lettere, email, biglietti d'auguri, basato cioè su tutto ciò che lasciamo scritto di noi e delle nostre emozioni. Sarebbe bello poter raccogliere tutte le nostre parole insieme, mi piacerebbe davvero tanto non dover ricercare in mille diari e quaderni diversi i pezzi della me che sono stata, che sono e che sarò, mi piacerebbe averli tutti insieme, a portata di mano, in un ordine cronologico meticoloso e alquanto irreale, di certo.
Rosie è come me, scriverebbe a tutte le ore, ma a differenza mia lei ha dei destinatari, io scrivo più per me (blog a parte), ho poche amiche di penna email e quelle che ho le ho conosciute grazie a Scarabocchi di pensieri.
Scrivimi ancora è un romanzo di formazione, che vede i due protagonisti bambini diventare adulti, inseguendo i propri sogni, inciampando più e più volte nelle proprie debolezze e nelle proprie paure. C'è un filo conduttore che lega le vite distanti di Rosie e Alex, una promessa che si erano fatti da piccoli: tenersi in contatto per sempre. Che bello sarebbe avere un'amicizia così, come la loro, forte nonostante l'oceano Atlantico a separarli. Peccato solo che forse, sotto sotto, non sia mai stata una vera amicizia.

All'inizio la storia mi aveva preso, poi ha iniziato ad annoiarmi per la sua ridondanza e per il fatto che, cavolo, il finale è palese fin dall'inizio, perché farci sorbire decenni e decenni di letterine di un'amicizia che profuma d'amore? Ma ci si può davvero amare per tutta la vita senza avere mai il coraggio di dirselo? Io penso che possa succedere purtroppo, soprattutto quando chi ci fa battere il cuore è, prima di tutto, un amico. Uscire fuori dall'amicizia e buttarsi in qualcosa di più è tutt'altro che semplice, c'è un rischio più alto: si può guadagnare un amore, ma anche perdere una persona che comunque importante lo è già in partenza, perciò le titubanze di Rosie e Alex sono piuttosto comprensibili, quello sì, ma se ho già i miei contorsionismi mentali, perché devo sorbirmi anche quelli dei protagonisti adolescenti e poi ventenni e poi trentenni e poi quarantenni? Perché? Per nessun motivo al mondo, se non per autolesionismo.
Peccato, perché l'idea e l'inizio mi sono piaciuti molto. Lo svolgimento, meno.
Comunque, mi raccomando, scriviamo tutti ancora per molto e molto tempo i nostri blog. E buon compleanno al mio! Spero mi perdoni per questi auguri particolarmente insipidi.
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