25 gennaio 2016

Gli ingredienti segreti dell'amore, Nicolas Barreau

Quante probabilità ci sono che una donna che non ha mai letto un libro in vita sua entri in una libreria? 
Quante probabilità ci sono che una donna che non ha mai letto un libro in vita sua entri in una libreria e compri un libro?
Quante probabilità ci sono che una donna che non ha mai letto un libro in vita sua entri in una libreria, compri un libro e lo divori in una notte?
Quante probabilità ci sono che una donna che non ha mai letto un libro in vita sua entri in una libreria, compri un libro, lo divori in una notte e scopra di essere proprio lei la protagonista di quelle pagine?

Sebbene ai tempi del liceo avessi un odio profondo per la probabilità, penso di saper giungere alla conclusione che Gli ingredienti segreti dell'amore fondi la sua storia su una coincidenza assolutamente surreale, improbabile, oserei dire impossibile. Eh sì, lo so, sono sempre la solita acida senza cuore, non mi ha cambiato l'anno nuovo, tantomeno un uomo che mi ama. Sono sempre io, quella che di fronte alle storie troppo zuccherose storce la bocca, proferendo un semplice carino, però...
Questo libro che mi è stato regalato a Natale non è romantico: di più. La protagonista è una giovane cuoca, Aurélie Bredin, che ha da poco perso il padre e si trova da sola a mandare avanti il ristorante di famiglia: Les temps des cerises. La sua vita si divide tra l'amore per Claude, la cucina e un'amica, Bernadette, che non simpatizza affatto col fidanzato. Come darle torto in effetti. Lui riesce a lasciarla con un bigliettino, cosa che nemmeno a 12 anni sarei riuscita a tollerare. Aurélie non capisce subito la grandissima fortuna che ha avuto nel perdere un uomo vigliacco e traditore come Claude e per un giorno (soltanto un giorno giuro) si dispera e si dispera e si dispera, finché, prima magia, proprio lei che non ha mai letto un libro in vita sua si ritrova in una libreria. E lì accade la seconda magia: le sembra scortese nei confronti del libraio uscire senza niente, perciò acquista un libro, Il sorriso delle donne di Robert Miller. Appena arriva a casa si verifica l'ennesimo incantesimo: Aurélie si mette a leggere e, sorpresa sorpresa, scopre che quel romanzo che fortuitamente è finito tra le sue mani è ambientato proprio nel suo ristorante e protagonista è una donna esattamente come lei, col suo stesso vestito verde, i suoi stessi capelli, il suo stesso sorriso: in poche parole, lei. 
Nel giro di una manciata di ore la donna depressa che era sparisce, al suo posto, grazie a un libro, spunta una peperina che ha un unico obiettivo: conoscere l'autore di quel romanzo che l'ha salvata. Aurélie è già innamorata pazza di questo Robert Miller, lo idealizza come nel migliore dei miei film mentali, ma non si limita a sognare, no, decide di buttarsi e di scrivergli una lettera. Su internet non trova suoi recapiti, perciò spedisce tutto alla casa editrice che ha pubblicato in Francia il romanzo. Ogni suo tentativo di contattare lo scrittore sembra però fallire per colpa di un editor, Andrè Chabanet

Chi è davvero Robert Miller? Ha conosciuto Aurélie? È stato ospite del suo ristorante dalle tovaglie a quadri rossi e bianchi? Perché ha scritto un libro su di lei? 
L'ostinazione della piccola chef parigina la porta a preparare per il suo scrittore preferito (l'unico che ha letto) il Menù d'amour, con cui il padre aveva conquistato la madre tanti anni prima. L'incontro non sarà come aveva previsto, ma su una cosa di certo aveva ragione: le coincidenze proprio non esistono.
Ho aperto il 2016 in dolcezza, non c'è che dire. Si sa che questo non è il genere che preferisco, non mi entusiasma, non mi spinge a voltare la pagina per scoprire che cosa viene dopo, perché tutto è chiaro non appena si delinea la trama. Voglio comunque specificare che non è stata una brutta lettura, per alcune pagine addirittura c'è stato un mistero da svelare, è durato poco, ma quel poco è stato la mia parte preferita.

Come Zafon con L'ombra del vento anche Barreau con Gli ingredienti segreti dell'amore ha inventato la sua storia a partire da un libro che non esiste, l'idea mi è piaciuta in entrambi i casi. Probabilmente ci sarà anche un'altra cosa che mi piacerà di questo romanzo parigino: il Gateaux au chocolat, la cui ricetta è insieme alle altre del Menù d'amour dopo le note finali dell'autore. Non vedo l'ora di provarlo!

Bacioni, felice settimana!!!

Elisa

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