18 aprile 2016

Amleto, William Shakespeare

Una settimana di influenza ad aprile ed ecco che mi sono ricordata di avere un blog, un blog che stupidamente vorrei ancora gestire come un paio di anni fa, intensamente, con un ordine e un progetto, ma la verità è che la mia vita è cambiata, sono cambiata io, insieme a me i miei impegni e qualcosa, inevitabilmente, mi sfugge. 

Intanto vorrei semplicemente riuscire a leggere di più di quello che ho fatto negli ultimi mesi: mi vergogno di essere ferma col blog da quando sono ferma con la lettura: sono ferma ad Amleto, che è stato il dramma del mese di febbraio della #maratonaShakespeariana. Ricordate?
Amleto è il principe di Danimarca, al trono siede lo zio Claudio, che, dopo la morte del fratello, gli ha subito "rubato" oltre al potere anche la moglie Gertrude, madre di Amleto.

Il primo atto si apre con l'apparizione dello spettro del defunto re Amleto alle guardie, che subito avvisano il figlio. È direttamente a lui che lo spettro rivela la verità sulla sua morte, di essere cioè stato ucciso dal fratello Claudio per fame di potere e lussuria. Ad Amleto lo spettro chiede vendetta.

La rivelazione del padre defunto sciocca completamente Amleto, che di punto in bianco impazzisce. È il secondo atto e tutto cambia, in lui. Non è più quel semplice giovanotto innamorato della bella Ofelia, figlia di Polonio e sorella di Laerte: ora è un uomo che deve vendicare il padre. Il suo comportamento sopra le righe ai più appare determinato proprio dall'amore non corrisposto per Ofelia, Polonio stesso ne è convinto, che si tratti solo di una follia d'amore. Non è così e la sua pazzia è molto più lucida e razionale di quello che sembra agli altri. Lui è sì, profondamente scosso dalla menzogna in cui si trova immerso, dalle maschere che lo circondano, ma è determinato a guardare oltre e a far confessare lo zio. 
L'occasione gli cade addosso quando a corte arriva una compagnia di attori: Amleto pensa di far mettere loro in scena l'uccisione di suo padre. In questo modo, durante la recita, l'espressione sul volto di Claudio gli rivelerà la verità.

Nel terzo atto, spiando con Polonio un incontro tra Ofelia e Amleto provocato proprio per capire l'origine dell'improvvisa pazzia del principe, Claudio inizia a temere che ci sia qualcosa di pericoloso per lui nascosto in quell'anima scossa, perché le parole di Amleto sono sì incoerenti, ma non da pazzo. Fa molto bene a preoccuparsi. 
Questo è il momento cruciale, perché accadono fatti che determineranno tutto il seguito: Amleto che rifiuta Ofelia, la recita a corte degli attori (teatro nel teatro) che mostra chiaramente la veridicità della rivelazione iniziale dello spettro, infine l'uccisione di Polonio da parte di Amleto, per sbaglio.

Nel quarto atto a impazzire è Ofelia, forse per amore o forse per la morte del padre, perde completamente il senno della ragione fino a suicidarsi gettandosi in un fiume. Mentre Amleto, sempre più amareggiato dalla finzione in cui vive, viene mandato in Inghilterra, dove non arriverà mai, torna in patria Laerte, di nascosto, che pretende giustizia non solo per l'uccisione del padre, ma anche per averlo sepolto chissà dove, clandestinamente. Il re Claudio si dichiara innocente e subito sfrutta la situazione per allearsi col figlio di Polonio contro Amleto.

Nel quinto atto si compie la tragedia. Amleto è tornato in Danimarca grazie a un incontro con l'esercito di Fortebraccio, principe di Norvegia, per lui è pronta la trappola mortale del re e di Laerte, trappola che però fa restare vittima innanzitutto lo stesso Laerte, anche Gertrude per sbaglio si avvelena. Amleto, ormai mortalmente ferito, riesce a compiere la sua vendetta, colpendo il re. A Orazio, suo amico e confidente, chiede di narrare la sua storia.
Fortebraccio sarà il nuovo re di Danimarca.
Sebbene conoscessi già, per ricordi liceali, l'Amleto, devo dire che non mi ha conquistata al pari di Macbeth. Penso che sia stata una lettura molto, molto, molto più complicata, di cui di sicuro avrò perso migliaia di dettagli e significati nascosti. 

Di Amleto mi ha colpito questo suo essere figlio maschio orfano di padre, con una madre che, subito, si è messa nel letto di un altro uomo, che subito si è lasciata di nuovo andare all'amore e alla passione, mentre lui, Amleto, si sente solo e spaesato senza la guida dell'uomo che l'ha messo al mondo. Amleto non cerca un sostituto, lui non vuole un altro uomo nel suo cuore. Lui vuole il padre, il suo rispetto, il suo onore. È una vendetta carica di amore e gelosia, secondo me.
Mi ha colpito molto la scena al cimitero in cui Amleto prende in mano il teschio di Yorick e a lui, al suo ricordo, si rivolge. Penso che siamo tutti un po' Amleto, in un certo senso. Tutti circondati da apparenze finte, senza alcuna realtà. Siamo tutti possessori di una vita che finirà, diventeremo tutti come Yorick, con dei buchi vuoti al posto degli occhi, senza più sorrisi, senza più espressioni. Diventeremo tutti polvere. 
Oggi siamo, domani non più. 
Essere o non essere.
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