16 giugno 2016

Otello, William Shakespeare

Terza tappa della maratona shakespeariana ideata da Maria di Scratchbook. Viaggio con un ritardo di un paio di mesi, ma l'importante è che sono ancora in pista, cosa che spero di poter dire ancora e ancora, nonostante la mia allergia ormai risaputa ai gruppi di lettura.

Otello, opera che avrei dovuto leggere a marzo anziché a maggio, mi ha davvero conquistata, più di Amleto sicuramente, ma forse anche più di Macbeth. Del protagonista conoscevo la sua famosa gelosia, ma la vicenda, quella no. Questa #maratonaShakespeariana mi piace soprattutto per questo: perché mi sta facendo scoprire storie di cui ho sempre sentito parlare, ma che avevo ogni volta affrontato con superficialità.
Dell'opera di Otello mi ha colpito l'assenza di elementi soprannaturali: gli eventi non sono pilotati da streghe o fantasmi, ma soltanto dalla geniale malvagità di Iago, che è l'unico davvero cattivo di tutta la vicenda. È buono e credulone Otello, virtuosa e dolce Desdemona, leale perfino Emilia, la moglie di Iago. Basta soltanto lui a far scatenare tutti i drammatici eventi.
Il primo atto si apre a Venezia, dove il ruolo di luogotenente al quale aspirava Iago è stato appena assegnato da Otello a Cassio. Il primo è su tutte le furie, ma non lo dà a vedere: la sua invidia cova dentro, mentre la sua mente cerca un modo per ottenere ciò che vuole.
Gli eventi lo assistono, infatti proprio lui scopre del matrimonio segreto tra Otello, detto il Moro per il colore scuro della sua pelle, e Desdemona, figlia del senatore Brabanzio. È da lui che si dirige immediatamente, insieme allo stolto Roderigo, innamorato di Desdemona e non ricambiato. 
Non appena Brabanzio viene messo a conoscenza dell'accaduto va su tutte le furie, inveisce contro Otello e ne dichiara l'arresto, convinto che abbia stregato con chissà quali incantesimi sua figlia, che altrimenti mai e poi mai sarebbe fuggita con lui.
Quando si ritrovano tutti quanti davanti al Doge le questioni militari vengono messe subito da parte a favore di questo matrimonio scandaloso appena celebrato in gran segreto, ma Desdemona scioglie ogni dubbio dichiarando il suo amore per Otello e il fatto che lui non ha usato con lei nessuna stregoneria. 
Superata, apparentemente, la questione privata si torna agli affari di Stato: Otello dovrà lasciare Venezia per guidare la guerra contro gli ottomani diretti verso Cipro. Desdemona vuole andare con lui, mentre Iago ha già progettato il suo disegno diabolico: dovrà far credere a Otello che la giovane moglie lo tradisca con Cassio, così da avere il suo posto. 

Dal secondo atto in poi la scena si sposta a Cipro, dove la flotta turca non arriverà mai a causa di un naufragio. La guerra è finita prima di cominciare insomma: gli ottomani giacciono in fondo al mare.
Mentre tutti festeggiano la vittoria (chiamiamola così) e Otello e Desdemona consumano le nozze, Iago dà il via al suo piano spingendo Cassio prima a parlar bene della giovane sposa del capo e poi a bere fino all'ubriacatura, che sfrutta causando una lite di cui incolperà proprio Cassio. Sarà proprio per questa sua improvvisa mancanza di responsabilità (fasulla, ma questo il Moro non lo sa) che Otello non lo vorrà più come suo ufficiale.
Cassio è giustamente disperato e Iago gli sta "gentilmente" vicino, consigliandogli di parlare con Desdemona a cuore aperto per riavere il suo posto: si sa che ormai è lei il vero generale.

Nel terzo atto Cassio riesce a incontrare Desdemona, che si impegna per far sì che Otello gli riassegni la carica di luogotenente.
Iago nel frattempo inizia a mettere la pulce nell'orecchio di Otello, che non sa se credere all'onestà del suo alfiere o alla virtù della moglie. In effetti lei preme per far sì che Cassio torni al suo posto, che sia forse davvero per libidine come sostiene Iago? Tutto diventa chiaro nella mente di Otello quando Desdemona non riesce più a trovare il prezioso fazzoletto che lui le aveva donato all'inizio del loro amore, fazzoletto che ingegnosamente il perfido Iago farà ritrovare proprio nella stanza del presunto amante Cassio.
Mentre Desdemona continua a sostenere anche con Emilia, moglie di Iago inconsapevolmente coinvolta dal marito nel suo piano, che Otello non è un uomo geloso, lui si sente ardere dal desiderio di rispondere a un umiliato amore con una totale, assoluta, cieca vendetta.

Nel quarto atto i pochi dubbi del Moro sull'infedeltà della moglie si sciolgono durante un colloquio tra Iago e Cassio che lui origlia di nascosto. Iago spinge Cassio a parlare della sua prostituta Bianca, ma è così abile con la dialettica e i toni di voce da far credere a Otello che lui stia parlando proprio di Desdemona.
Il tradimento è palese: non resta che ucciderla.

Tutto si compie, come al solito, nel quinto atto. È la notte in cui si fa o si disfa del tutto la fortuna di Iago. Spinto proprio da lui Roderigo ha il compito di uccidere Cassio, ma non ci riesce e lo ferisce soltanto. Di nascosto, protetto dal buio, Iago colpisce alle spalle Roderigo, che resta a terra con Cassio. Dopo poco Iago torna sulla scena del crimine, chiede a Cassio chi è stato a colpirlo, lui gli indica Roderigo e Iago, per questo, lo pugnala a morte. Nessuno lo vede.
Nel frattempo Otello va a letto per uccidere Desdemona, lo fa, sostiene, quasi per salvare la sua virtù, per non farle ingannare altri uomini, per liberarle l'anima. Lei dorme e lui le parla a lungo, la bacia, le dichiara il suo amore. Quando si sveglia le chiede ancora di confessargli il tradimento, ma lei nega per l'ultima volta. La soffoca comunque.
Emilia arriva trafelata nella stanza del Moro per annunciargli che Cassio ha ucciso Roderigo. A Emilia Otello confessa quello che ha fatto, perché Iago gli ha aperto gli occhi sul tradimento di lei. Emilia non può credere a quello che sente: lei sa tutta la verità e la racconta a bruciapelo a Otello, ormai assassino, dicendogli che suo marito è solo un calunniatore di cui non avrebbe dovuto fidarsi. Iago la uccide sul posto, tentando una vana fuga.
Il potere viene affidato a Cassio, Iago viene condannato alla tortura e Otello finisce in carcere, dove si pugnala.
Shakespeare, insomma, ha scritto una tragedia sui pettegolezzi. Non solo: anche sulla stupidità di Otello, che non crede alla moglie, ma a un presunto amico. Basta una chiacchiera un po' "lavorata" per fargli uccidere la donna amata. Cieca gelosia.
Otello è dunque una tragedia molto attuale. Siamo abituati a telegiornali pieni di notizie di uomini assassini e donne vittime di gelosia e possessività. No, la gelosia non è amore se non permette più di vivere. Anche Otello dichiara il suo amore a Desdemona, ma la soffoca comunque due secondi dopo, ingiustamente per giunta.

Interessante infine la simbologia capovolta del bianco e nero: bianco è Iago, la cattiveria, l'invidia, la brama di potere; nero Otello, che per tutta la vita era stato un uomo buono, prima di venire accecato dalla gelosia. 
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