13 gennaio 2017

Crescere è creare. Un addio che addio non è.

Mi sento strana, stanotte.
Sì, sto scrivendo ancora una volta col buio.
Era notte anche quando, nel giugno del 2011 ho dato inizio a Scarabocchi di pensieri, senza avere idea di che cosa avrebbe significato, per me, avere un blog.
Stento a credere che siano passati, da allora, cinque anni e mezzo, ma pensandoci molte cose sono cambiate nella mia vita e in me. Così tante che ho avuto spesso la tentazione di abbandonare il blog, perché troppo diverso da quella che ero, ormai.

Stanotte mi sento come sull'uscio di una casa in cui ho vissuto a lungo, e bene, le valigie sono già fuori, io ho le chiavi in mano, prima di uscire do un'ultima occhiata a tutto, una lacrima scende giù, ma sento che è giusto così: che io vada via. La vita è un continuo cambiamento. Spengo la luce, mi chiudo il portone dietro la schiena e scendo le scale. 
Così mi sento.
Sto spegnendo la luce su Scarabocchi di pensieri, stanotte. Lo faccio senza rimorsi, perché da troppi mesi avevo un blog agonizzante, l'agonia non è una fine che mi piace, a chi amo auguro innanzitutto dignità.
Per questo con questo post vorrei far calare dignitosamente il sipario su un'avventura stupenda, che non avevo mai pensato potesse essere così bella e costruttiva. 

Ringrazio uno a uno tutti coloro che hanno percorso dei passi insieme a me, siete stati, tutti, più importanti di quello che credete.

Se vi va vi dico che ho una nuova casa da arredare. Ci sono ancora molti scatoloni, ma un posticino per prendere un tè insieme si trova sempre. 
È una casa che ho iniziato a riempire da qualche mese, giusto per fare una prova, scrivere mi mancava troppo, ma farlo su queste pagine non mi veniva più naturale.
Chiudo le luci in una casa e le accendo su un'altra: L'Ely curiosa.
Se vi va, ora abito lì.
Mi trovate sommersa da ritagli di carta e gomitoli, forse addirittura troverete qualche mensola impolverata dalla segatura del legno. Molto probabilmente avrò una salopette sporca di qualche colore strano e mille idee per la testa, ma sempre col sorriso.
Tutto è ancora in fase incubazione, ho alcune idee precise, altre che cambieranno strada facendo. Quello che è certo è ci sarà anche uno spazio per i nostri amati libri, proprio oggi ho pubblicato il primo scarabocchio del nuovo blog sull'ultimo libro che ho letto: L'arte di essere fragili di Alessandro D'Avenia.
Un capitoletto si intitolava proprio come ho intitolato io l'ultimo post del mio primo blog: crescere è creare. Voglio fare entrambe le cose quest'anno e per farlo ho bisogno di un nuovo posto nel mondo.

Vi aspetto, se vi va.

Grazie di cuore!
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